Parere dell’Agenzia delle Entrate in materia di imposte sul trasferimento di know-how

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato un parere in materia di imposte applicabili ai contratti di trasferimento di know-how tecnologico.

In risposta ad un interpello, l’Agenzia delle Entrate ha recentemente pubblicato un parere in tema di imposte pagate all’estero relativamente a contratti di trasferimento tecnologico e di know-how.

Nel esaminato, infatti, l’istante era una società che distribuisce prodotti in tutto il mondo attraverso una rete di società controllate. Al fine di ampliare i propri mercati di riferimento, l’istante aveva concluso, nel gennaio 2018, un contratto di trasferimento di know-how con un’altra società, leader nel settore di riferimento.

Il predetto contratto aveva ad oggetto il trasferimento del know-how dell’istante alla società acquirente, ai fini esclusivi di fabbricazione ed assemblaggio di cucine, forni e piani cottura presso la sede produttiva del partner commerciale arabo. Ai sensi del contratto, la società acquirente poteva utilizzare il know-how trasferito esclusivamente nei propri stabilimenti produttivi nel territorio contrattualmente individuato.

L’Agenzia delle Entrate conclude nella risposta all’interpello che i pagamenti percepiti dall’istante, ossia dalla società che ha sviluppato il know-how, in base al contratto di trasferimento tecnologico debbano essere qualificati, ai sensi dell’articolo 12 della Convenzione Italia-Paese estero, come “canoni”. Ciò comporta che la potestà impositiva è concorrente, potendo le somme essere oggetto di tassazione sia nel Paese estero, come Stato della fonte, sia in Italia, come Stato di residenza del percettore. Sul punto, l’Agenzia chiarisce altresì che “nel presupposto che l’istante sia il beneficiario effettivo dei pagamenti, la medesima società ha diritto all’applicazione della ritenuta convenzionale del 15% sugli importi pagati dall’acquirente e può avvalersi del credito d’imposta per le imposte pagate all’estero, ai sensi del combinato disposto dell’articolo 23 della Convenzione e dell’articolo 165 del TUIR“.

Si tratta di una decisione rilevante in un periodo storico di trasformazione digitale in cui i trasferimenti di kwow-how tecnologico e in generale di proprietà intellettuale possono essere frequenti.