Nuovi obblighi per i marketplace, gli affiliati e i fornitori di servizi di intermediazione online con il Regolamento Europeo Platform to Business

Dal 12 luglio 2020 ci saranno nuovi obblighi per i marketplace, gli affiliati e i fornitori di servizi di intermediazione online con il Regolamento Europeo Platform to Business che mira a disciplinarne i rapporti per garantire trasparenza ed equità alle aziende che operano sul web e offrono beni e servizi a consumatori ed utenti finali.

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L’AGCM chiede ai gestori dei principali motori di ricerca e browser di attivarsi contro la vendita online non autorizzata di farmaci per il COVID-19

Al fine di contrastare le pratiche commerciali scorrette che fanno leva sull’emergenza sanitaria in corso, lo scorso 21 aprile l’AGCM ha deliberato di coinvolgere nuovamente i gestori dei principali motori di ricerca e browser.

Tale iniziativa fa seguito al monitoraggio della rete Internet già effettuato dal Nucleo Speciale Antitrust della Guardia di Finanza, che ha individuato 361 URL corrispondenti a pagine web, banner o link introdotti in siti riconducibili ad attività illecite, spesso di carattere medico o paramedico. Tali siti indirizzano verso diverse c.d. “farmacie abusive”, sprovviste cioè della necessaria autorizzazione alla vendita di farmaci via web, le quali promuovono e vendono medicinali con obbligo di ricetta vantando una funzione curativa nei confronti delle complicanze dovute al contagio da COVID-19.

L’Autorità ha dunque deliberato di trasmettere la lista dei 361 URL ai gestori dei principali motori di ricerca e browser, invitandoli sia a rimuovere dai risultati di ricerca tutte le URL segnalate, che a non indicizzare le URL contenenti collegamenti ai siti individuati come c.d. “farmacie abusive”.

Attestazioni camerali per il riconoscimento della sussistenza di cause di forza maggiore per l’emergenza COVID-19

In data 25 marzo 2020, il Ministero dello Sviluppo Economico (MISE) ha autorizzato le Camere di Commercio al rilascio di attestazioni camerali in lingua inglese relative alla sussistenza di causa di forza maggiore per l’emergenza sanitaria da COVID-19.

Prendendo atto del fatto che le clausole di forza maggiore contenute in molti contratti di fornitura internazionale comportino la necessità di produrre attestazioni camerali al fine di poter invocare la forza maggiore e far fronte all’inadempimento delle obbligazioni, il MISE ha autorizzato le Camere di Commercio a rilasciare tali dichiarazioni sullo stato di emergenza in Italia conseguente all’emergenza da COVID-19 e sulle restrizioni imposte dalla legge per il contenimento dell’epidemia. Il Ministero ha infatti valutato i possibili effetti negativi che le imprese nazionali potrebbero subire in caso di impossibilità di presentare tale documento a supporto dell’esistenza di causa di forza maggiore, tra le quali la risoluzione dei contratti, il pagamento di penali e il mancato rientro dai costi della commessa già sostenuti, con conseguente impatto sulla tenuta delle relazioni commerciali.

Attraverso tali dichiarazioni le Camere di commercio potranno attestare di aver ricevuto dall’impresa richiedente una dichiarazione in cui, facendo riferimento alle restrizioni disposte dalle Autorità di governo e allo stato di emergenza in atto, l’impresa afferma di non aver potuto assolvere, nei tempi, agli obblighi contrattuali precedentemente assunti per motivi imprevedibili e indipendenti dalla volontà e capacità aziendale.

Il TAR Lombardia non ha sospeso l’e-commerce

In queste ore si legge su varie testate online, più o meno autorevoli, che il TAR della Lombardia avrebbe “bocciato” l’ordinanza della medesima regione dello scorso 11 aprile 2020, per aver esteso l’e-commerce anche ai beni che non rientrano tra quelli essenziali o strategici di cui all’Allegato 1 del DPCM del 10 aprile scorso.

In realtà, il provvedimento del TAR Lombardia del 23 aprile 2020 dispone la sospensione provvisoria dell’ordinanza in questione soltanto nella parte in cui essa consente la consegna a domicilio da parte degli operatori commerciali al dettaglio per tutte le categorie merceologiche, anche se non comprese nell’elenco dei beni essenziali o strategici. La decisione non è sorprendente e appare coerente con il dettato del DPCM del 10 aprile 2020, che non consente alle attività commerciali al dettaglio sospese di operare ugualmente avvalendosi della consegna a domicilio, con l’eccezione dei servizi di ristorazione. L’ordinanza della Regione Lombardia avrebbe quindi ampliato le attività consentite dalla normativa emergenziale nazionale, anziché restringerle secondo la facoltà attribuita alle regioni dal D.L. 19/2020.

Il provvedimento del TAR in questione non tocca, invece, le attività di e-commerce, che da DPCM del 10 aprile 2020 possono continuare ad essere svolte per “tutti i prodotti”, inclusi quindi anche quelli non essenziali o strategici. L’udienza in camera di consiglio per la trattazione collegiale del procedimento si terrà il 13 maggio 2020.

Ambush Marketing: pubblicato il Decreto Legge 11 marzo 2020, n. 16

Pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 13 marzo, il Decreto Legge 11 marzo 2020, n. 16 introduce disposizioni urgenti per l’organizzazione e lo svolgimento dei Giochi olimpici e paralimpici invernali di Milano Cortina 2026 e delle finali ATP (Association of Tennis Professionals) Torino 2021-2025, nonché in materia di divieto di pubblicizzazione parassitaria.

In previsione dei due grandi eventi sportivi citati, con il decreto si predispone l’apparato giuridico-normativo necessario ad agevolare, nelle città ospiti, la realizzazione di interventi di ampio respiro e di elevata complessità in termini di modernizzazione infrastrutturale e di riqualificazione urbana e territoriale. Inoltre, il provvedimento introduce, al Capo III (art. 10 e ss.), il divieto di pubblicità parassitaria e ingannevole, realizzata nell’ambito di eventi sportivi o fieristici di rilevanza nazionale o internazionale.

Nello specifico, il decreto vieta:

  • la creazione di un collegamento indiretto tra un marchio o altro segno distintivo e uno degli eventi, idoneo a indurre in errore il pubblico sull’identità degli sponsor ufficiali;
  • la falsa dichiarazione nella propria pubblicità di essere sponsor ufficiale di uno degli eventi;
  • la promozione del proprio marchio o altro segno distintivo, tramite qualunque azione, non autorizzata dall’organizzatore, che sia idonea ad attirare l’attenzione del pubblico, posta in essere in occasione di uno degli eventi, e idonea a generare nel pubblico l’erronea impressione che l’autore della condotta sia sponsor dell’evento sportivo o fieristico medesimo;
  • la vendita e la pubblicizzazione di prodotti o di servizi abusivamente contraddistinti, anche soltanto in parte, con il logo di un evento sportivo o fieristico, ovvero con altri segni distintivi idonei a indurre in errore circa il logo medesimo e a ingenerare l’erronea percezione di un qualsivoglia collegamento con l’evento ovvero con il suo organizzatore.

I divieti operano dal novantesimo giorno antecedente alla data ufficiale di inizio dell’evento sportivo o fieristico, fino al novantesimo giorno successivo alla sua conclusione.

Spetterà all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (“AGCM”) accertare e reprimere condotte riconducibili al fenomeno dell’ambush marketing, applicando le sanzioni pecuniarie amministrative, che variano a seconda dei casi da 100 mila euro a 2,5 milioni di euro.

Tale disciplina è stata ripresa, quasi in toto, dal disegno di legge approvato dal Consiglio dei Ministri il 17 gennaio 2020, che si tradurrà in una disciplina generale per la repressione dei fenomeni di ambush marketing. In particolare, l’obiettivo delle legge sarà quello di disciplinare la materia in modo specifico ma al contempo generalizzato, e non più limitato a singoli eventi. Infatti, a differenza del Decreto Legge, il disegno di legge ha più ampio respiro e comprende, tra gli eventi nei quali il fenomeno dell’ambush marketing ha maggiori possibilità di manifestarsi, non solo gli eventi sportivi, o fieristici di rilevanza nazionale o internazionale, ma anche gli “eventi dello spettacolo cui partecipano artisti di fama nazionale o internazionale“.