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Lo scorso 21 novembre 2023, il Parlamento europeo ha adottato la sua posizione negoziale su alcune misure atte a rafforzare il diritto alla riparazione, con il fine ultimo di ridurre l’impatto ambientale del consumo di massa e incentivare l’economia circolare.

In particolare, con 590 voti favorevoli, 15 contrari e 15 astensioni, il Parlamento ha approvato il mandato per i negoziati con i governi dell’Unione Europea riguardo a un nuovo “diritto alla riparazione”, con l’obiettivo di favorire un consumo più sostenibile, facilitando la riparazione di prodotti difettosi, riducendo i rifiuti e sostenendo il settore della riparazione dei beni.

La posizione negoziale del Parlamento europeo consiste in emendamenti alla proposta di direttiva del Parlamento europeo e del Consiglio recante norme comuni che “rafforzano il diritto dei consumatori alla riparazione dei beni al fine di contribuire al buon funzionamento del mercato interno, garantendo nel contempo un livello elevato di protezione dei consumatori e dell’ambiente”, modificando il regolamento (UE) 2017/2394 e le direttive (UE) 2019/771 e (UE) 2020/1828.

La posizione del Parlamento europeo potrebbe incidere profondamente sui rimedi e le garanzie riconosciute ai consumatori dal diritto europeo. In particolare, la proposta legislativa ha l’ambizione di garantire ai consumatori il diritto di richiedere la riparazione di prodotti quali lavatrici, aspirapolveri, smartphone e biciclette, anche dopo la scadenza della garanzia, oltre che alla creazione di una gerarchia fra i vari rimedi disponibili al consumatore in caso di difetti di conformità, prediligendo la riparazione alla sostituzione dei prodotti.

In particolare, secondo il testo adottato dal Parlamento:

  • durante il periodo di garanzia legale, i venditori potranno essere tenuti a dare priorità alla riparazione se è più conveniente o se costa quanto la sostituzione del prodotto, a meno che non risulti impossibile o scomodo per il consumatore;
  • la garanzia legale potrà essere prorogata per un anno dopo l’avvenuta riparazione;
  • per rendere la riparazione più conveniente per il consumatore e disincentivare quindi la sostituzione, i produttori dovranno offrire dispositivi sostitutivi per tutta la durata della riparazione, e, nel caso un prodotto non possa essere riparato, se ne potrà proporre uno ricondizionato.

La proposta del Parlamento potrebbe incidere significativamente anche sul mercato dei riparatori indipendenti nonché professionisti del ricondizionamento: infatti, la proposta legislativa prevede che questi ultimi, oltre che agli utenti finali, possano accedere a tutti i pezzi di ricambio, alle informazioni e agli strumenti necessari per una riparazione a un costo ragionevole. L’obiettivo è di superare gli ostacoli che incontrano i consumatori, ai quali viene spesso sconsigliato di far riparare un prodotto a causa dei costi elevati, della difficoltà di accedere ai servizi di riparazione o delle caratteristiche di progettazione che ne impediscono la riparazione.

Per quanto concerne, infine, l’iter legislativo, il Parlamento è pronto ad avviare i negoziati con il Consiglio sul testo legislativo finale, una volta che il Consiglio avrà adottato la sua posizione negoziale.

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