La “gigabit connectivity” tra i punti cardinali della Digital Compass della Commissione europea

La “gigabit connectivity” tra i punti cardinali della Digital Compass della Commissione europea.

La Commissione europea ha presentato i propri obiettivi con cui si propone di conseguire la trasformazione digitale dell’Europa entro la fine del decennio in corso. Come si legge nel Comunicato Stampa della Commissione, l’ambizione europea è quella di “conseguire la sovranità digitale in un mondo aperto e interconnesso e perseguire l’autonomia e la responsabilità necessarie per conseguire un futuro digitale antropocentrico, sostenibile e più prospero”.

Per tradurre l’ambizione digitale dell’Europea per il 2030 in termini concreti, con la Comunicazione la Commissione ha proposto una vera e propria “bussola per il digitale” (Digital Compass) per tracciare la “via europea” per il Decennio Digitale. La “bussola per il digitale” è concepita attorno a quattro punti cardinali: (i) cittadini dotati di competenze digitali e professionisti altamente qualificati nel settore digitale; (ii) infrastrutture digitali sostenibili, sicure e performanti; (iii) trasformazione digitale delle imprese; (iv) digitalizzazione dei servizi pubblici.

Nell’ambito del secondo pilastro l’obiettivo della Commissione è quello che entro il 2030 sia consentito l’accesso alle reti ultraveloci (“gigabit connectivity”) a tutte le famiglie dell’Unione europea e che tutte le zone abitate siano coperte dalla rete 5G. Sebbene – come riconosce la Commissione – la “connettività gigabit” possa essere raggiunta con qualsiasi “mix tecnologico”, la Commissione indica che la via preferibile per raggiungere questo obiettivo sia quella di concentrarsi sulle reti fisse, mobili e satellitari di nuova generazione maggiormente sostenibili. In questo contesto si inserisce quindi l’obiettivo di mettere in esercizio entro il 2030 10.000 nodi “edge” distribuiti su tutto il territorio dell’Unione europea in modo tale da garantire l’accesso ai servizi dati a bassa latenza.

Dal punto di vista operativo, la Commissione intende proporre la Digital Compass nella forma di un programma politico che sia adottato congiuntamente dal Parlamento e dal Consiglio europeo. Tale programma prevederà i seguenti profili: (i) un set di obiettivi concreti per ciascuno dei punti cardinali visti sopra; (ii) un sistema di monitoraggio volto a verificare il progresso del raggiungimento degli obiettivi fissati per il 2030, mettendo in evidenza anche le aree caratterizzate da un insufficiente apporto alla realizzazione degli obiettivi a livello degli Stati Membri (inclusa, ad esempio, la mancata o incompleta implementazione delle proposte regolamentari); (iii) la pubblicazione, da parte della Commissione, di un report annuale per il Parlamento e il Consiglio europeo che riporti lo stato di avanzamento della realizzazione degli obiettivi; (iv) sulla base di tale report verrà avviata un’analisi in collaborazione tra la Commissione e i singoli Stati Membri al fine di individuare le soluzioni necessarie per risolvere le criticità nella realizzazione degli obiettivi fissati e per adottare le azioni volte a rimediare a tali criticità.

Su un simile argomento può essere interessante l’articolo “Le proposte di Digital Services Act e di Digital Markets Act per riformare i servizi online nell’Unione europea.