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I prediction markets in Europa sono diventati uno dei temi centrali del dibattito sul diritto dei giochi e delle scommesse, dopo che nove autorità nazionali di regolamentazione hanno diffuso una rara dichiarazione congiunta per mettere in guardia contro le piattaforme non autorizzate proprio mentre prende il via la Coppa del Mondo FIFA 2026.

Le autorità di Belgio, Francia, Germania, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna e Svizzera hanno annunciato un’azione coordinata nei confronti dei principali operatori di prediction markets, sostenendo che i contratti sugli eventi da essi offerti costituiscono gioco d’azzardo non autorizzato e comportano rischi significativi per gli utenti. Con diverse piattaforme già bloccate a livello nazionale e un forte aumento atteso delle scommesse durante il torneo, questo sviluppo fornisce un chiaro orientamento su come i prediction markets saranno trattati in Europa nel resto dell’anno.

Una dichiarazione congiunta di nove autorità di regolamentazione

Il 17 giugno 2026, in concomitanza con l’inizio dei Mondiali, nove autorità europee di regolamentazione del gioco hanno annunciato un’iniziativa comune contro le piattaforme di prediction markets prive delle necessarie autorizzazioni.

La dichiarazione è particolarmente rilevante sia perché simili prese di posizione coordinate sono rare, sia perché coinvolge alcune delle autorità più influenti del continente, tra cui l’ADM italiana, l’ANJ francese, la DGOJ spagnola, la GGL tedesca e la Gespa svizzera.

Secondo i regolatori, l’aumento atteso dell’attività di gioco legata ai Mondiali è ulteriormente alimentato dalla crescente popolarità dei prediction markets, soprattutto tra i giovani adulti. A loro avviso, queste piattaforme combinano visibilità, accessibilità e dinamiche virali tali da creare un potente meccanismo di dipendenza.

Le autorità sottolineano inoltre che gli operatori non autorizzati offrono accesso continuo ai servizi senza le garanzie richieste agli operatori autorizzati, come limiti di deposito, limiti temporali e adeguati sistemi di verifica dell’età.

Tra i principali rischi individuati figurano:

  • l’esposizione a operatori illegali, in assenza di una licenza locale;
  • il blocco dei fondi degli utenti e la difficoltà di recuperarli;
  • il rischio di frodi basate su informazioni privilegiate relative agli eventi;
  • la volatilità finanziaria, che può esporre i consumatori a perdite rilevanti.

La dichiarazione non si rivolge soltanto agli operatori. Le autorità invitano espressamente federazioni sportive, leghe e squadre a verificare la legittimità della piattaforma di prediction markets nel Paese interessato prima di stipulare accordi di partnership.

Il messaggio arriva in un momento particolarmente delicato: ADI Predictstreet, società con licenza di Gibilterra, è partner ufficiale dei Mondiali per i prediction markets, mentre altre piattaforme molto note hanno perseguito aggressive strategie di sponsorizzazione senza possedere licenze di gioco nei mercati locali.

Perché i prediction markets sollevano problemi di diritto del gioco

La questione giuridica fondamentale è apparentemente semplice: l’offerta di prediction markets costituisce gioco d’azzardo?

I prediction markets consentono agli utenti di assumere posizioni sulla probabilità che si verifichino futuri eventi sportivi, politici o economici, ottenendo un guadagno in funzione dell’esito dell’evento. Sotto il profilo funzionale, scommettere sulla nazionale che vincerà i Mondiali appare molto simile a una tradizionale scommessa, anche se il prodotto viene presentato come un contratto finanziario.

È qui che emerge una marcata divergenza tra Europa e Stati Uniti.

Negli Stati Uniti è in corso un dibattito sull’opportunità di qualificare i prediction markets come gioco d’azzardo oppure come strumenti finanziari regolamentati. La CFTC sta infatti valutando come classificare i contratti sugli eventi sportivi.

In Europa, invece, tali attività sono generalmente considerate forme di gioco d’azzardo non autorizzato e quindi soggette ai regimi nazionali di licenza. Di conseguenza, una piattaforma perfettamente lecita in una giurisdizione può risultare chiaramente illegale in un’altra, imponendo un’analisi distinta per ciascun mercato.

Questa frammentazione rappresenta una caratteristica essenziale della regolamentazione del gioco nell’Unione Europea. Non esiste una licenza paneuropea e ogni Stato membro stabilisce autonomamente le proprie regole, la propria autorità di vigilanza e i propri strumenti di enforcement.

Pertanto, i prediction markets non devono superare un unico test giuridico, bensì ventisette differenti valutazioni nazionali.

Un’ondata di interventi nazionali

La dichiarazione congiunta non nasce nel vuoto, ma consolida una serie di iniziative nazionali adottate nelle ultime settimane.

Il 26 maggio 2026 la DGOJ spagnola ha ordinato agli internet service provider di bloccare Kalshi e Polymarket mentre verifica se i loro prodotti costituiscano gioco illegale secondo il diritto spagnolo.

Francia, Paesi Bassi e Portogallo hanno adottato misure analoghe di geoblocking, mentre l’autorità tedesca sta esaminando le campagne pubblicitarie legate ai prediction markets.

Inoltre:

  • i Paesi Bassi hanno qualificato Polymarket come gioco illegale;
  • l’Ungheria ha bloccato l’accesso alla piattaforma;
  • la Romania l’ha inserita nella blacklist a seguito dell’aumento delle scommesse elettorali;
  • il Portogallo ne aveva già ordinato l’uscita dal mercato in occasione delle elezioni nazionali.

Non tutti gli Stati europei stanno però seguendo la stessa direzione. Malta ha infatti manifestato interesse verso i prediction markets come nuovo settore di sviluppo, coerentemente con il proprio ruolo storico di hub per il gioco online.

Questa tensione tra approccio restrittivo e sperimentazione regolatoria rende il settore particolarmente complesso dal punto di vista della compliance.

La situazione in Italia

L’Italia rappresenta uno degli esempi più chiari di come i prediction markets vengano trattati come attività di gioco d’azzardo piuttosto che come servizi finanziari.

L’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ritiene che i prediction markets relativi a eventi reali – politici, sportivi o finanziari – rientrino nella nozione di gioco non autorizzato e possano quindi essere offerti esclusivamente da soggetti in possesso di una concessione nazionale.

Su questa base, nell’ottobre 2025 l’ADM ha disposto l’oscuramento del portale italiano di Polymarket.

La misura è stata parzialmente rivista il 15 dicembre 2025, quando, a seguito di un intervento del TAR Lazio, l’ADM ha adottato una soluzione intermedia: la piattaforma è tornata accessibile per la consultazione, ma gli utenti restano impossibilitati a effettuare operazioni di trading, in attesa di una definizione della qualificazione giuridica del servizio.

Diversi ulteriori elementi rafforzano l’approccio restrittivo italiano.

In particolare, il tradizionale divieto di scommesse sugli eventi politici esclude già una parte significativa dell’offerta di tali piattaforme. Inoltre, l’utilizzo di stablecoin su piattaforme non autorizzate solleva ulteriori problematiche in materia di antiriciclaggio.

Al tempo stesso, il contenzioso promosso da Polymarket evidenzia una questione giuridica ancora aperta: come qualificare un’attività nella quale l’utente non versa una posta all’organizzatore e l’organizzatore non corrisponde direttamente alcuna vincita?

Fino a quando i tribunali o il legislatore non chiariranno questo aspetto, l’Italia, in qualità di firmataria della dichiarazione congiunta, continuerà con ogni probabilità a mantenere una linea di enforcement particolarmente rigorosa per tutta la durata dei Mondiali.

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