I prediction markets in Italia sono tornati al centro del dibattito sul diritto del gioco dopo che l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) ha disposto una nuova ondata di oscuramenti nei confronti di siti di gioco online privi di autorizzazione, reinserendo anche Polymarket.com nell’elenco dei domini inibiti.
Per un settore che solo pochi mesi fa aveva registrato volumi di scambio record a livello globale, il messaggio dell’autorità italiana appare difficilmente equivocabile: senza una concessione italiana per il gioco a distanza, il mercato rimane precluso.
Ho seguito da vicino questa vicenda e, a mio avviso, l’ultimo provvedimento riguarda meno una singola piattaforma e più una questione strutturale che i regolatori europei non hanno ancora risolto: i prediction markets devono essere qualificati come gioco d’azzardo o come attività finanziaria? Vediamo cosa è accaduto, quali sono le implicazioni giuridiche e in che modo un operatore come Polymarket potrebbe realisticamente entrare nel mercato italiano.
Il nuovo provvedimento ADM e perché Polymarket è tornata nella blacklist
Con un provvedimento direttoriale indirizzato a tutti gli internet service provider, ADM ha ordinato l’inibizione di 293 nuovi domini. Tra questi figura Polymarket, che si definisce il più grande prediction market al mondo.
Il provvedimento si fonda sull’articolo 102 del Decreto-Legge n. 104/2020, che consente ad ADM di ordinare ai fornitori di accesso a Internet di rendere irraggiungibili i siti di gioco non conformi, reindirizzando gli utenti alla pagina istituzionale dell’Agenzia. Gli operatori devono completare l’oscuramento entro il 27 luglio 2026. La base sostanziale dell’intervento resta invece l’articolo 4 della Legge n. 401/1989, che sanziona l’organizzazione e la raccolta di scommesse o giochi senza la necessaria concessione italiana.
È importante sottolineare che si tratta del secondo oscuramento subito da Polymarket in Italia. La piattaforma era già stata inibita il 22 ottobre 2025; il TAR Lazio aveva respinto il 4 novembre 2025 l’istanza cautelare proposta dalla società, confermando i poteri di ADM ai sensi dell’articolo 102. Successivamente, il 15 dicembre 2025, la stessa ADM aveva revocato il blocco e ripristinato l’accesso al sito. Tuttavia, come ho già evidenziato in passato, non si è trattato della netta vittoria giudiziaria spesso descritta dalla stampa. Non è mai stata emessa una decisione di merito e il ripristino dell’accesso è avvenuto soltanto dopo che la piattaforma aveva sostanzialmente disattivato il trading con denaro reale per gli utenti italiani. Oggi il sito risulta nuovamente inaccessibile, persino nella modalità di sola consultazione.
Gioco o finanza? La questione della qualificazione al centro dei prediction markets in Italia
La vera battaglia riguarda la qualificazione giuridica del prodotto.
I prediction markets consentono agli utenti di acquistare e vendere contratti binari collegati all’esito di eventi futuri, il cui prezzo riflette la probabilità attribuita dal mercato al verificarsi dell’evento. Dal punto di vista strutturale, tale meccanismo si colloca in una zona grigia tra due regimi normativi differenti.
Secondo una prima interpretazione, si tratta di prodotti assimilabili alle scommesse su eventi e pertanto rientrano pienamente nella competenza di ADM e nel sistema concessorio del gioco pubblico. Questa è la posizione adottata dall’autorità italiana, ulteriormente rafforzata dal divieto storico di scommettere su eventi politici, considerati contrari all’ordine pubblico e che da solo escluderebbe una parte significativa dell’offerta tipica di queste piattaforme.
Secondo una diversa impostazione, invece, un contratto binario “sì/no” con rendimento predeterminato presenta caratteristiche molto vicine a quelle di uno strumento derivato finanziario e ricadrebbe quindi nell’ambito di competenza della CONSOB piuttosto che di ADM.
È esattamente il dibattito in corso negli Stati Uniti, dove la Commodity Futures Trading Commission (CFTC) rivendica una giurisdizione esclusiva sugli event contracts qualificandoli come “swaps” e dove, nell’aprile 2026, la Corte d’Appello del Terzo Circuito ha dato ragione a Kalshi nei confronti delle autorità statali del gioco. Parallelamente, l’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) ha evidenziato che prodotti binari a rendimento fisso possono rientrare nelle restrizioni europee sulla commercializzazione delle opzioni binarie ai clienti retail.
In sintesi, il medesimo strumento può attrarre due quadri regolatori completamente differenti e in parte incompatibili tra loro, senza che il legislatore italiano abbia ancora risolto espressamente il conflitto.
Come Polymarket potrebbe entrare legittimamente nel mercato italiano
Al di là del dibattito sulla qualificazione giuridica, la domanda pratica che molti clienti mi pongono è semplice: se i prediction markets vengono trattati come gioco d’azzardo, come può un operatore operare legalmente in Italia?
Attualmente esistono due percorsi principali.
La prima opzione consiste nell’ottenere una concessione italiana per il gioco a distanza. L’ultima gara per l’assegnazione delle concessioni si è appena conclusa e non è previsto un nuovo bando nel breve periodo. Di conseguenza, gli operatori interessati dovrebbero acquisire una concessione da un soggetto già titolare. Sebbene il trasferimento delle concessioni sia oggi più semplice rispetto al passato, il concessionario deve comunque accettare l’intero apparato regolamentare italiano: controlli antiriciclaggio, misure di gioco responsabile, certificazioni tecniche, imposizione fiscale e vigilanza continua da parte di ADM. È un percorso oneroso, ma rappresenta la soluzione più lineare per eliminare il problema dell’assenza di autorizzazione.
La seconda opzione consiste nell’operare come fornitore di giochi per conto di un concessionario esistente. In questo modello il concessionario resta il soggetto autorizzato nei confronti dei giocatori e del regolatore, mentre la tecnologia e i contenuti del prediction market vengono integrati e certificati all’interno dell’offerta autorizzata del concessionario.
Questa soluzione è generalmente più rapida e richiede minori investimenti regolamentari per il fornitore, ma presenta limiti significativi. L’offerta deve essere compatibile con le tipologie di gioco consentite dalla concessione e non risolve né il divieto relativo agli eventi politici né le problematiche connesse all’utilizzo di criptovalute e stablecoin, oggi non contemplate dalla disciplina italiana.
In ogni caso, sostenere semplicemente di essere un’attività finanziaria e non di gioco non basta ad aprire il mercato italiano. Fino a quando un tribunale o il legislatore non chiariranno definitivamente la qualificazione del fenomeno, chi intende rivolgersi agli utenti italiani necessita di un titolo autorizzativo nel settore del gioco, direttamente o tramite un concessionario.
Uno scenario internazionale ancora in evoluzione
L’intervento italiano si inserisce in un più ampio trend europeo.
Come ho illustrato in una precedente analisi sui prediction markets in Europa, nove autorità di regolazione, inclusa quella italiana, hanno diffuso una rara dichiarazione congiunta contro le piattaforme non autorizzate in occasione dell’inizio dei Mondiali di calcio del 2026.
Francia, Belgio, Spagna e Portogallo hanno limitato o bloccato le attività di Polymarket; l’autorità olandese ha confermato una sanzione nei confronti della piattaforma; Gibraltar, al contrario, ha adottato il primo regime normativo specificamente dedicato ai prediction markets.
La dimensione economica del fenomeno spiega l’intensità dell’attenzione regolatoria. I volumi globali di negoziazione dei prediction markets sono passati da meno di 5 miliardi di dollari nel settembre 2025 a circa 24 miliardi di dollari nell’aprile 2026. Nello stesso mese, Polymarket International avrebbe registrato da sola circa 9 miliardi di dollari di volume e starebbe perseguendo una valutazione di mercato pari a 15 miliardi di dollari.
Esiste inoltre una rilevante componente sportiva italiana. L’accordo di sponsorizzazione da circa 19 milioni di euro tra Polymarket e la S.S. Lazio appare oggi difficilmente conciliabile con il divieto italiano di pubblicizzare attività di scommessa non autorizzate e con il divieto di sponsorizzazioni nel settore del gioco introdotto dal Decreto Dignità nel 2018.
Vi è infine una curiosa coincidenza temporale: il termine del 27 luglio 2026 entro il quale gli ISP italiani dovranno completare l’oscuramento coincide con la scadenza della consultazione pubblica avviata dalla CFTC statunitense sulle nuove regole relative ai prediction markets. Due giurisdizioni, due approcci opposti e la stessa data sul calendario.
Considerazioni finali
È improbabile che i prediction markets escano presto dal mirino delle autorità italiane.
La questione della qualificazione giuridica resta aperta, l’approccio di ADM rimane fortemente restrittivo e l’attrattiva economica del settore continuerà a generare pressioni da parte degli operatori, dei titolari di diritti sportivi e degli operatori autorizzati che chiedono condizioni concorrenziali uniformi.
In DLA Piper assistiamo operatori, fornitori, concessionari e investitori su queste tematiche, dalla strategia di licensing alla strutturazione delle piattaforme di betting exchange, fino alla qualificazione regolatoria dei prodotti basati su eventi e alle relative implicazioni in materia di pubblicità e sponsorizzazione.
Se state valutando se e come offrire un servizio di prediction market in Italia in modo conforme alla normativa applicabile, il mio team ed io saremo lieti di aiutarvi a individuare il percorso più adeguato.

