La sicurezza dei dispositivi di “Internet of Things” (IoT) finisce nel mirino del governo inglese

Il Department for Digital, Culture, Media & Sport inglese (“DCMS”) ha annunciato il 28 gennaio 2020 di aver preparato assieme al National Cyber Security Centre una proposta di normativa ad hoc volta a garantire la sicurezza dei dispositivi dell’Internet of Things (IoT). Secondo le previsioni del DCMS, nel 2025 saranno oltre 75 miliardi gli smart devices attivi nelle case di tutto il mondo, rendendo la questione sicurezza di centrale importanza. A tal proposito, la normativa proposta dal governo britannico mira, da un lato, a garantire la sicurezza e la privacy dei consumatori, mentre, dall’altro, ad evitare che i dispositivi possano essere utilizzati dagli hacker per lanciare attacchi di Denial of Service (DDoS). I produttori di dispositivi IoT, per poter commercializzare i loro prodotti nel Regno Unito, dovranno dunque garantire che i devices abbiano una password unica non resettabile su un’impostazione universale, offrire un punto di contatto pubblico dove sia possibile acquisire facilmente e velocemente informazioni relative alla vulnerabilità dei prodotti, ed, infine dovranno indicare il periodo di tempo minimo durante il quale il device riceverà aggiornamenti di sicurezza.