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Il 21 febbraio 2020 la presidenza del Consiglio dell’Unione europea ha pubblicato un documento contenente una parziale revisione della proposta di Regolamento ePrivacy, proponendo, in particolare, modifiche sostanziali delle previsioni relative al trattamento dei metadati nonché all’uso dei cookie o di tecnologie analoghe che, di fatto, allineano ulteriormente il contenuto del progetto in esame con quanto disposto nel GDPR.

A tal riguardo, è senz’altro significativa l’introduzione della possibilità di basarsi sul legittimo interesse sia per il trattamento dei metadati delle comunicazioni elettroniche (art. 6b(1)(e)) sia per la memorizzazione di cookie o tecnologie simili sui terminali degli utenti finali (art. 8(1)(g)), purché peraltro ciò avvenga nel rispetto di ulteriori condizioni e garanzie specifiche. Infatti, le medesime norme prevedono che, per poter basare il trattamento sul legittimo interesse, il titolare dovrà: (i) effettuare una valutazione d’impatto sulla protezione dei dati (la “DPIA”) – e, ove necessario, consultare l’autorità di controllo competente –, (ii) informare gli utenti finali in merito alle attività di trattamento effettuate nonché del diritto di opporsi a tale trattamento, (iii) predisporre misure tecniche e organizzative adeguate (e.g., pseudonimizzazione, cifratura) e (iv) astenersi dal condividere con terzi metadati o informazioni raccolte tramite l’uso di cookie o tecnologie simili, salvo non siano state rese anonime.

Oltre alle summenzionate limitazioni, è altresì disposto che gli interessi degli utenti finali prevarranno sugli interessi dei fornitori di reti o servizi di comunicazione elettronica qualora i metadati o le informazioni raccolte attraverso i cookie o tecnologie simili a) servano a profilare gli utenti, ovvero b) contengano categorie particolari di dati personali ex art. 9 del GDPR. Infine, l’interesse del service provider all’utilizzo di cookie o di tecnologie simili non può in nessun caso prevalere sugli interessi dell’utente finale qualora quest’ultimo sia un minore.

Le revisioni proposte fanno seguito alle discussioni del Gruppo Telecomunicazioni e società dell’informazione (il “WP TELE”), del Comitato dei Rappresentanti Permanenti (il “Coreper”) e del Consiglio Trasporti, Telecomunicazioni ed Energia (il “TTE”), nel corso delle quali – secondo quanto riportato dalla Presidenza del Consiglio dell’UE – è emersa chiaramente l’esigenza di apportare modifiche sostanziali al testo del progetto, necessarie al fine di aprire le porte ad un miglior dialogo con le delegazioni degli Stati membri.

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