L’Agenzia per la protezione dei dati croata sanziona un istituto di credito per violazione del diritto di accesso degli interessati

L’Agenzia per la protezione dei dati personali croata (AZOP) ha pubblicato un comunicato ove informa di aver sanzionato un istituto di credito per aver ripetutamente integrato una grave violazione violato dell’articolo 15 del GDPR, essendosi rifiutato di ottemperare alle richieste di accesso ai dati personali presentate da quasi 2.500 clienti.

In particolare, l’AZOP informa di aver ricevuto – a partire dall’ottobre del 2018 – numerosi reclami provenienti da parte dei clienti dell’istituto di credito che lamentavano che il titolare del trattamento dei propri dati personali avesse ripetutamente negato loro l’accesso agli stessi, in ragione del fatto che, ai sensi della legge sul credito al consumo e di altre normative del settore bancario, non sussistesse alcun obbligo specifico di esibizione della documentazione richiesta dai clienti. L’AZOP ha pertanto condotto un’indagine nei confronti della banca, a seguito della quale ha riscontrato che, nel periodo intercorrente tra il 25 maggio 2018 e il 30 aprile 2019, erano state indirizzate a quest’ultimo circa 2.500 richieste di accesso ai dati personali. A fronte dei rilievi emersi, l’Autorità croata ha quindi proceduto all’emissione di 34 provvedimenti, ordinando al titolare di fornire a tutti gli interessati che ne avevano fatto richiesta copia dei propri dati personali.

Tuttavia, nonostante gli ordini emessi, l’istituto di credito ha persistito nella sua condotta illecita, determinando così la scelta dell’Autorità di comminare anche una sanzione amministrativa pecuniaria, individuata quale unica misura sufficientemente dissuasiva e proporzionata alla violazione commessa. Nel determinare l’importo della sanzione comminata, l’AZOP ha tenuto conto: (i) della grave violazione dei diritti degli interessati, (ii) del numero ingente di soggetti coinvolti dalla violazione, (iii) del perdurare della condotta censurata per un prolungato periodo di tempo (oltre un anno), nonché (iv) del mancato ottemperamento ai provvedimenti dell’Autorità.