Il mercato italiano dell’Internet of Things raggiunge un valore di 6,2 miliardi di euro

L’Osservatorio Internet of Things della School of Management del Politecnico di Milano ha presentato i dati complessivi sulla situazione del mercato italiano con riferimento ai dispositivi intelligenti e all’internet delle cose (IoT), fotografando un aumento del mercato di riferimento pari al 24% rispetto all’anno passato, raggiungendo un valore di 6,2 miliardi di euro. A trainare il mercato dell’IoT, si osserva, sono le apparecchiature di Smart metering, ossia i sistemi di lettura a distanza dei contatori delle utenze, con una crescita del 19% rispetto all’anno precedente e un fatturato pari a 1,7 miliardi di euro. A seguire, si piazzano il mercato delle smart car, con 16,7 milioni di veicoli connessi e una crescita del 14%, degli smart building, ossia strumenti di videosorveglianza e gestione dei consumi energetici negli edifici, con una crescita del 12%, della smart logistic (+26%) e, dalle smart home (+40%). Infine, mostrano tassi di crescita positivi anche il mondo delle smart city (+30%), smart factory (+40%), smart asset managment (+22%) e smart agriculture (+20%).

Come si può notare, tra i settori che hanno visto una maggiore crescita rispetto all’anno precedente rientrano sicuramente le soluzioni per la casa intelligente, l’industria 4.0 e le smart city. In particolare, nelle case italiane sono sempre più diffusi gli assistenti vocali e i sistemi di sorveglianza a distanza e gestione intelligente degli elettrodomestici e degli impianti di climatizzazione. Dall’altro lato, nel mondo delle imprese vanno per la maggiore i sistemi di sorveglianza per sedi produttive, uffici e magazzini che vengono connessi alle centrali operative per un pronto intervento delle forze dell’ordine in caso di tentativi di infrazione. Nonostante questo, l’Osservatorio del Politecnico evidenzia una notevole gap tra le grandi imprese e le pmi. Dai risultati di una ricerca condotta nell’ambito dello studio in questione è infatti emerso che il 97% delle grandi imprese sia a conoscenza delle soluzioni IoT per l’industria 4.0, avendo la metà di queste attivato almeno un progetto in ambito IoT nel triennio 2017-2019, mentre solamente il 39% delle pmi hanno sentito parlare di soluzioni di industria 4.0 e appena il 13% ha avviato iniziative al riguardo.

L’Osservatorio ha altresì evidenziato la rilevanza del valore dei dati generati dall’IoT. Attraverso la raccolta dei dati in tempo reale, le imprese sono infatti in grado, da un lato, di ottimizzare i processi anche attraverso la profilazione dei consumatori in chiave marketing e predittiva, e, dall’altro, di integrare le proprie offerte attraverso la fornitura di servizi aggiuntivi. A tal proposito, lo stesso Direttore dell’Osservatorio Internet of Things ha affermato come “la componente dei servizi vale ormai il 37% del mercato e il trend è chiaro: si assiste a un vero e proprio processo di servitizzazione dei modelli di business tradizionali, che evolvono sempre più verso logiche di pay-per-use o pay-per-performance”.

Infine, viene sottolineato come le applicazioni di IoT stiano svolgendo un ruolo importante anche durante questa fase di emergenza legata all’epidemia di COVID-19. A tal proposito, vengono citati a titolo esemplificativo i servizi di teleassistenza tramite dispositivi hardware per il monitoraggio dei parametri vitali dei pazienti da remoto, oppure i veicoli a guida autonoma robotizzati per le consegne a domicilio.