Perchè Google è stata sanzionata per violazione del divieto di pubblicità dei giochi con vincita in denaro

Sono state pubblicate le motivazioni alla base della decisione di AGCOM contro Google per la violazione del divieto di pubblicità dei giochi con vincita in denaro.

Le motivazioni della decisione contro Google per la violazione del divieto di pubblicità dei giochi con vincita in denaro rivelano nuovi elementi da prendere in considerazione durante le attività di marketing su Internet.

Come menzionato in precedenza, Google è stata sanzionata dall’AGCOM per violazione del divieto italiano di pubblicità sul gioco con vincita in denaro, ma le motivazioni della decisione sono disponibili solo ora.

Da quanto risulta dalla decisione, nell’ambito dell’attività di monitoraggio d’ufficio dell’AGCOM, è stato rilevato che il 14 e 15 novembre 2019, nella pagina di ricerca del sito web www.google.com, digitando la parola chiave “casinò online“, nella lista prodotta dal motore di ricerca, il sito qualificato come “annuncio” http://sublime-casino.com è apparso in alto, brevemente descritto come “Join Now at the New Italian Online Casino. Gioca oltre 400 giochi ora – Iscriviti ora e registrati in meno di 30 secondi! Nessun download. Sicuro e protetto“. Sulla base di questi risultati, AGCOM aveva contestato il comportamento di Google.

Secondo le difese proposte da Google, l’inserzionista sceglie liberamente:

  • le parole chiave che vuole associare al suo annuncio;
  • il contenuto dell’annuncio e
  • il sito a cui si riferisce, nonché la categorizzazione dei beni e dei servizi pubblicizzati.

L’inserzionista, pertanto, si assume ogni responsabilità per i contenuti e in relazione al rispetto delle leggi vigenti. Secondo le argomentazioni difensive, alla luce della descrizione del funzionamento della piattaforma Google Ads, Google è un provider di hosting e quindi non è responsabile delle informazioni ospitate su richiesta del destinatario del servizio, a condizione che non sia effettivamente consapevole che l’attività o le informazioni sono illegali.

Inoltre, Google ha sostenuto che non vi è alcuna responsabilità in relazione all’annuncio contestato, in quanto l’annuncio non contiene alcun riferimento alle attività di gioco d’azzardo e l’inserzionista ha presumibilmente intrapreso un comportamento di aggiramento del software chiamato cloaking, che consiste nel mostrare al software una pagina a cui l’annuncio è diretto in conformità con la normativa e poi mostrarne un’altra agli utenti.

Per quanto riguarda l’ambito territoriale di applicazione, AGCOM ha chiarito che questo deve necessariamente essere individuato alla luce del consolidato principio della “destinazione” del servizio (in questo senso si veda Tar Lazio, n. 1739/2018 e ultimo Tar Lazio ordin. n. 4873/2020 e 5228/2020). Inoltre, le Linee guida sul divieto di pubblicità del gioco con vincita in denaro in Italia, che forniscono una definizione precisa del proprietario del sito di diffusione o di destinazione, hanno chiarito che sono soggetti alle sue disposizioni solo i fornitori di servizi di indicizzazione a titolo oneroso. Il servizio Google Ads è quindi un servizio di posizionamento pubblicitario online a pagamento che opera attraverso “keyword” definite dall’inserzionista che, per poter utilizzare il servizio stesso, accetta le regole di Google Ads  garantendo un migliore posizionamento.

Secondo AGCOM invece, il servizio Google Ads non consiste nella semplice “memorizzazione” (hosting) dei contenuti pubblicitari creati dall’utente, ma prevede che questi vengano elaborati dal sistema (previa verifica) al fine di garantirne l’effettivo posizionamento in relazione alle parole di ricerca inserite dagli utenti e alla profilazione della loro navigazione. A tal fine, è stato rilevato che “lo spazio di memoria destinato alla promozione del sito web di un utente è proporzionalmente irrilevante rispetto allo spazio occupato dagli algoritmi e dai sistemi di gestione utilizzati per la gestione dell’annuncio stesso“.

Con riferimento al secondo argomento, gli standard pubblicitari di Google non sono stati considerati sufficienti ad ostacolare l’attività di occultamento in quanto i parametri del software utilizzato nell’attività di verifica (duale) non sono stati adeguati. Infatti, l’inserzionista è stato in grado di inserire le parole chiave “Casino Online” e “Play Now”  senza che la procedura di verifica di Google ne vietasse la successiva pubblicazione.

Sulla base della posizione dell’AGCOM, possiamo concludere che

  • l’oggetto del reclamo di AGCOM non era quello di aver ospitato contenuti pubblicitari di gioco d’azzardo proibiti, ma di averne consentito la distribuzione tramite il servizio Google Ads sulla base di un accordo che prevede il pagamento di un corrispettivo tra la piattaforma e l’operatore web;
  • la stipula di un accordo con la previsione di un corrispettivo ha portato di per sé all’assunzione di responsabilità da parte di Google;
  • i fornitori devono dotarsi di un software per l’inibizione dell’associazione di keyword vietate dalla normativa italiana in materia di pubblicità dei giochi con vincita in denaro; e
  • la circostanza che il sito web pubblicizzato non reindirizzi a giochi d’azzardo non è sufficiente ad escludere l’applicabilità della normativa sulla pubblicità di gioco in quanto la parola chiave “casinò online” viene utilizzata con la chiara ed inequivocabile intenzione di promuovere attività vietate.