L’Italia aderisce all’Osservatorio per Blockchain e DLT: la rivoluzione ha inizio?

Dopo aver formalmente aderito, nel 2018, alla partnership europea sul tema delle tecnologie basate su registri distribuiti (DLT) e Blockchain promossa dalla Commissione europea, ora l’Italia ha formalmente aderito all’Osservatorio istituito per monitorare le iniziative nazionali sul tema.

In termini di inquadramento giuridico della Blockchain, con Legge n. 12/2019 di conversione del D.L. n. 135/2018 (c.d. Decreto Semplificazioni), l’Italia ha disciplinato le Distributed Ledger Technology (“DLT”). In particolare, l’art. 8-ter del Decreto, in materia di “Tecnologie basate su registri distribuiti e smart contract“, chiarisce che rientrano nell’alveo della disciplina nazionale “le tecnologie e i protocolli informatici che usano un registro condiviso, distribuito, replicabile, accessibile simultaneamente, architetturalmente decentralizzato su basi crittografiche, tali da consentire la registrazione, la convalida, l’aggiornamento e l’archiviazione di dati sia in chiaro che ulteriormente protetti da crittografia verificabili da ciascun partecipante, non alterabili e non modificabili” e che “la memorizzazione di un documento informatico attraverso l’uso di tecnologie basate su registri distribuiti produce gli effetti giuridici della validazione temporale elettronica di cui all’articolo 41 del Regolamento (UE) n. 910/2014”.

Tale norma fa riferimento ad un successivo intervento dell’Agenzia per l’Italia Digitale (“AgID”), ad oggi non ancora attuato, necessario ad individuare i requisiti tecnici entro i quali ricade un DLT o una Blockchain per poter essere considerata immutabile e conseguentemente beneficiare degli effetti giuridici definiti dalla legge.

Si noti poi che già la Risoluzione del Parlamento europeo del 26 maggio 2016 sulle valute virtuali aveva evidenziato la rilevanza delle tecnologie basate su DLT, per il loro potenziale nell’accelerare, decentrare, automatizzare e standardizzare i processi basati sui dati ad un minor costo, favorendo sia il settore privato che pubblico, quest’ultimo sotto tre profili: di prestatore di servizi, di supervisore e di legislatore.

Sempre in termini di crescita e sviluppo della tecnologia e condivisione dei dati in un’ottica di trasparenza e fiducia, nel maggio 2017, ha fatto seguito l’approvazione, da parte del Parlamento europeo, della Risoluzione sulla tecnologia finanziaria, quale invito rivolto alla Commissione europea ad elaborare un piano d’azione globale in ambito Fintech, al fine di conseguire un sistema finanziario europeo efficiente e competitivo.

Infine, il 3 giugno 2021, la Commissione europea ha diffuso una proposta di revisione del Regolamento (UE) n. 910/2014 (Regolamento eIDAS), il quale ad oggi fornisce una base normativa per i servizi fiduciari ed i mezzi di identificazione elettronica degli Stati Membri, con l’obiettivo di stabilire un quadro comunitario che supporti un’identità digitale europea, insieme ad alcune raccomandazioni per lo sviluppo di un nuovo Digital Wallet europeo. Nella proposta emerge un nuovo servizio fiduciario denominato “registri elettronici”.

Su un argomento simile, potrebbe interessarti: “Promossa da Agid la Italian Blockchain Service Infrastructure (IBSI)”.