Cosa dice la Relazione annuale 2022 AgCom sui servizi di comunicazione elettronica

È stata pubblicata la Relazione annuale 2022 AGCom relativa all’attività svolta e ai programmi di lavoro dell’Autorità nel periodo compreso tra il 1° maggio 2021 e il 30 aprile 2022. Nella Relazione AGCom sono riportati dati relativi allo sviluppo del settore dei servizi di comunicazione elettronica.

Nella Relazione, l’Autorità osserva anzitutto che l’attenuarsi della pandemia non ha fermato “la progressiva erosione delle risorse del settore, che registrano nel 2021, seppure in misura attenuta rispetto al 2020, una ulteriore flessione del 2,8% su base annua”.

In particolare, la Relazione mostra come nel 2021 si è assistito a una riduzione dei ricavi complessivi relativi ai servizi di comunicazioni fisse e mobili, quantificabile in circa 0,81 miliardi di euro rispetto al 2020. In particolare, la riduzione maggiore è stata registrata con riferimento alla rete mobile, i cui ricavi sono diminuiti di circa 0,61 miliardi rispetto al 2020, mentre i ricavi relativi alla rete fissa sono diminuiti di 0,20 miliardi di euro.

È interessante osservare come sia in progressivo aumento la differenza tra le spese sostenute dagli utenti in relazione ai servizi di rete fissa e quelle sostenute per i servizi di rete mobile. In particolare, nel 2021 le spese per la linea fissa sono state complessivamente pari a 11,75 miliardi di euro, mentre le spese per la linea mobile sono state pari a 10,42 miliardi, con un distacco tra le due pari a 1,33 miliardi di euro (negli anni precedenti, tale divario, sempre a favore della linea fissa, si era attestato a 1,17 miliardi nel 2020, 1,04 miliardi nel 2019 e 0,6 miliardi nel 2018).

L’AGCom ritiene che tale risultato sia conseguenza della “forte pressione competitiva esercitata sui prezzi” che vede coinvolti gli operatori storici, quelli entrati più di recente nel mercato e gli operatori mobili virtuali. Per contro, i ricavi da rete fissa – secondo l’AGCom – “beneficiano della progressiva diffusione della banda ultra-larga, laddove la garanzia di servizi con prestazioni migliori garantisce prezzi unitari e oneri connessi alla sottoscrizione di abbonamenti broadband più elevati rispetto a quelli consentiti da accessi con prestazioni inferiori”.

La Relazione mostra il notevole incremento del traffico dati registrato dal 2017 al 2021. In questo periodo, i volumi di traffico dati sono aumentati di circa il 150%, passando da un totale di 17.700 a oltre 44.200 petabyte. L’AGCom osserva che, dopo la rilevante crescita del 2020 (+46% rispetto al 2019), nel corso del 2021 si è registrato un ulteriore aumento del traffico (+15,9% rispetto al 2020). Tali valori sono accompagnati dal dato sui consumi unitari mensili per linea broadband, più che raddoppiati dai 96,6 gigabyte mensili del 2017 ai quasi 210 del 2021.

Con riferimento alla diffusione dei servizi broadband nel territorio italiano, la Relazione AGCom evidenzia l’esistenza di un “divario strutturale” tra le “macro-regioni” del Nord-Ovest e del Centro Italia, da una parte, in cui la diffusione degli accessi con velocità maggiori di 100 Mbit/s risulta superiore rispetto alla media nazionale, e quelle del Sud e delle Isole, dall’altra, nei quali si registrano valori nettamente inferiori.

Per quanto riguarda il settore della rete mobile, è interessante notare come, secondo la relazione dell’AGCom, la diminuzione del 3,3% del consumo di servizi voce registrata nel 2021 sia stata determinata dalla riduzione delle linee “human” nonché dall’utilizzo sempre maggiore di soluzioni di messaggistica online a scapito del traffico vocale. Allo stesso tempo, nonostante il diffondersi delle forme di messaggistica fornite dalle piattaforme online, gli SMS hanno visto un marginale aumento dei volumi, probabilmente dovuto alla crescita degli SMS “Application to Person” o “A2P”, dovuta al maggiore utilizzo di tale servizio quale strumento di garanzia di una maggiore sicurezza delle postazioni di lavoro remoto.

L’AGCom inoltre evidenzia la crescita del numero delle SIM Machine to Machine (M2M), pari ad oltre 28 milioni di unità alla fine del 2021.

In definitiva, con riferimento al settore della rete mobile, risultano confermate le tendenze già illustrate nella precedente Relazione annuale, ossia: (i) il crescente ricorso a soluzioni di elevato consumo di dati (per didattica e lavoro a distanza e streaming video), (ii) un più intenso utilizzo di applicazioni di comunicazioni online in sostituzione dei servizi voce tradizionali, che hanno continuato a produrre un aumento dei volumi di dati e (iii) una rilevante pressione competitiva sui prezzi finali dei servizi.

Su un simile argomento può essere interessante l’articolo “L’AGCOM ha pubblicato la Relazione Annuale per il 2022 sulle attività svolte in materia di Open Internet”.