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Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (già il Ministero dello Sviluppo Economico) ha recentemente avviato una consultazione pubblica concernente lo schema di decreto legislativo per la correzione e l’aggiornamento del Codice delle comunicazioni elettroniche (d.lgs. 259/2003 come modificato dal d.lgs. 207/2021, con il quale è stata recepita in Italia la direttiva UE 2018/1972 che istituisce il Codice europeo delle comunicazioni elettroniche).

L’aggiornamento del Codice delle comunicazioni elettroniche, come si legge nel documento di avvio della consultazione pubblica, è principalmente finalizzato ad “eliminare i refusi in esso contenuti, permettere l’aggiornamento dei riferimenti normativi e introdurre, sulla scorta delle riforme di semplificazione intervenute, ulteriori nuove procedure semplificate relativamente specifiche ipotesi”.

Nel contesto della consultazione pubblica, rivolta principalmente agli operatori di mercato delle reti e dei servizi di comunicazione elettronica, il Ministero chiede ai soggetti interessati a partecipare di fornire indicazioni e commenti in relazione a diversi argomenti, quali:

  • aggiornamento e modifica delle definizioni del Codice, con particolare riferimento all’interconnessione e all’identificazione degli utenti;
  • eventuali modifiche ai meccanismi diretti a migliorare il grado di rispondenza tra i sistemi di mappatura geografica delle reti a banda larga e ad altissima capacità e l’effettiva copertura delle stesse sul territorio nazionale;
  • modifiche dell’apparato sanzionatorio;
  • ulteriori misure di semplificazione per agevolare e sviluppare la connettività e per potenziare gli investimenti in reti a banda ultralarga, sia fisse sia mobili, garantendo l’accesso generalizzato alle reti ad altissima velocità e la loro diffusione sul territorio;
  • valutazioni sull’impianto normativo in materia di tutela dei consumatori, con particolare riferimento alle tematiche legate alle risorse di numerazione e alla qualità dei servizi;
  • rimborsi dei costi per sistemi e risorse dedicati esclusivamente alla fornitura delle prestazioni obbligatorie ai fini di giustizia alla luce dei principi di non discriminazione, proporzionalità e trasparenza;
  • responsabilità degli operatori, titolari di autorizzazione generale, a mettere in chiaro le comunicazioni criptate nei casi in cui i servizi di comunicazione siano forniti da terze parti e nei casi in cui non dispongano degli strumenti per decifrare le comunicazioni criptate effettuate attraverso applicazioni o sistemi utilizzati autonomamente dall’utente o per servizi non forniti per iniziativa dell’operatore stesso;
  • previsione di una disciplina specifica e di un regime autorizzatorio per i servizi di Call Center;
  • eventuale revisione dei contributi per i diritti d’uso delle frequenze relativi al settore satellitare;
  • eventuale inserimento di un meccanismo per cui i maggiori generatori di traffico contribuiscano allo sviluppo della rete attraverso un sistema di pagamenti diretti o indiretti al fine di partecipare in modo equo e proporzionato ai costi di beni, servizi e infrastrutture pubbliche a beneficio di tutti i cittadini (c.d. “fair share”);
  • portata applicativa delle disposizioni del Regolamento UE 2022/2065 (cd. Digital Service Act) e del Regolamento 2022/1925 (cd. Digital Market Act);
  • portata applicativa della proposta di regolamento UE recante misure volte a ridurre i costi dell’installazione di reti di comunicazione elettronica Gigabit e che abroga la direttiva 2014/61/UE.

Su un simile argomento può essere interessante l’articolo “Il nuovo Codice delle Comunicazioni Elettroniche introduce notevoli modifiche al settore”.

Autori: Flaminia Perna e Massimo D’Andrea

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