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Il 19 settembre 2023 la Commissione europarlamentare per l’industria, la ricerca e l’energia (Committee on Industry, Research and Energy, “ITRE”) ha adottato la propria posizione sulla proposta di Gigabit Infrastructure Act presentata dalla Commissione europea a febbraio 2023. La posizione assunta dal Parlamento è riportata nel Report pubblicato il 25 settembre scorso.

La proposta relativa al Gigabit Infrastructure Act reca una disciplina specifica per le infrastrutture Gigabit sotto la forma di un regolamento. La proposta di regolamento fa parte del cd. connectivity package, ossia un pacchetto di misure presentato dalla Commissione a febbraio 2023 che ricomprende anche una consultazione esplorativa sul futuro del settore della connettività e delle relative infrastrutture e un progetto di raccomandazione sulla connettività Gigabit, ossia la connettività che consente la velocità di 1 Gigabit al secondo.

Il progetto di Gigabit Infrastructure Act ha ad oggetto misure per ridurre i costi per la realizzazione di reti di comunicazioni elettroniche in tecnologia Gigabit e prevede l’abrogazione della direttiva 2014/61/UE, recante l’attuale disciplina sulla riduzione dei costi di installazione di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità. In particolare, l’obiettivo del regolamento – come si legge nel relativo briefing – è quello di facilitare e stimolare la fornitura di reti ad altissima capacità, promuovendo l’uso congiunto delle infrastrutture fisiche già esistenti e consentendo una realizzazione più efficiente delle nuove infrastrutture fisiche.

La proposta di normativa sulle infrastrutture Gigabit contiene previsioni in materia di (i) accesso alle infrastrutture fisiche esistenti; (ii) procedure semplificate e più rapide per il rilascio delle autorizzazioni necessarie; (iii) trasparenza; (iv) accesso all’infrastruttura fisica interna agli edifici (cd. in-building physical infrastructure) e al cablaggio in fibra.

La proposta di regolamento è stata accolta con favore dalla commissione ITRE, che, definendo nel Report tale progetto come un “passo nella giusta direzione, volto a facilitare e incentivare la realizzazione di reti ad altissima velocità”, ha approvato il testo proposto dalla Commissione europea apportandovi alcuni emendamenti.

I principali emendamenti proposti dal Parlamento hanno ad oggetto, tra l’altro:

  1. misure finalizzate a garantire la copertura di connettività nelle aree rurali, remote o scarsamente popolate;
  2. la riduzione delle tempistiche relative ai procedimenti per la concessione delle autorizzazioni, per il coordinamento delle richieste di accesso e per la risoluzione delle controversie;
  3. l’inclusione delle tower companies (ossia, società impegnate principalmente nelle attività di costruzione, gestione e locazione di torri per le comunicazioni elettroniche) nell’ambito di applicazione del regolamento. Tra l’altro, nel Report viene evidenziata la necessità che anche le tower companies beneficino di procedure autorizzative più rapide, considerato il ruolo fondamentale che tali operatori rivestiranno nello sviluppo di reti di comunicazioni elettroniche wireless ad alta velocità;
  4. una cooperazione rafforzata tra le autorità competenti per il coordinamento delle richieste di accesso. In particolare, la commissione ITRE propone di introdurre un apposito organismo incaricato della concessione delle autorizzazioni per il caso in cui siano coinvolte più autorità, con l’obiettivo dichiarato di “ridurre gli oneri amministrativi e garantire tempi più brevi per la procedura di concessione dei permessi
  5. il coinvolgimento degli stakeholders e del BEREC nel processo di adozione di norme, standard tecnici e linee guida
  6. l’abolizione definitiva dei costi delle chiamate tra interlocutori situati nel territorio degli Stati membri (le cd. chiamate intra-EU), attualmente previsti dal Regolamento 2015/2120 e in scadenza a maggio 2024.

Su un simile argomento può essere interessante l’articolo “Le nuove iniziative presentate dalla Commissione europea per la trasformazione del settore della connettività nell’UE”.

Autori: Massimo D’Andrea, Flaminia Perna e Matilde Losa

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