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La controversia tra Getty Images e Stability AI rappresenta uno dei precedenti di maggior rilievo sul tema del rapporto tra intelligenza artificiale e copyright e uno dei primi tentativi di applicare le categorie tradizionali del diritto della proprietà intellettuale ai modelli di IA generativa. Il procedimento, avviato nel 2023 dinanzi all’High Court di Londra, ha posto al centro del dibattito giuridico il tema dell’uso di opere protette per l’addestramento di sistemi di IA come Stable Diffusion.

Getty Images, gruppo fondato nel 1995 e attivo a livello globale nella creazione e licenza di contenuti visivi tramite i marchi Getty e iStock, ha convenuto in giudizio Stability AI sostenendo che il modello Stable Diffusion fosse stato addestrato utilizzando milioni di immagini protette da copyright senza autorizzazione. Le domande originarie erano particolarmente ampie e comprendevano violazione del copyright, violazione dei diritti sui database, violazione dei marchi e passing off, con riferimento tanto al modello in sé e al suo processo di addestramento quanto alle immagini generate.

Stability AI, società specializzata nello sviluppo di strumenti di intelligenza artificiale generativa, ha contestato tali accuse sostenendo che Stable Diffusion non memorizzasse né riproducesse le immagini protette e che l’attività di sviluppo e addestramento del modello si fosse svolta al di fuori del Regno Unito. Di conseguenza, Stability ha sostenuto che il diritto d’autore e i diritti sui database di cui Getty invocava la tutela, in quanto diritti regolati dalla normativa britannica, non fossero applicabili alle attività contestate, essendo queste ultime state svolte al di fuori del territorio del Regno Unito.

Nel corso del procedimento, la portata della causa si è progressivamente ridotta. Getty ha ristretto in modo significativo le proprie contestazioni relative agli output del modello, ha visto respinta la richiesta di agire in via rappresentativa per conto di decine di migliaia di fotografi terzi e, infine, ha abbandonato integralmente le accuse di violazione primaria del copyright e dei diritti sui database. Questo abbandono è avvenuto nelle fasi finali del giudizio, anche in ragione delle difficoltà legate alla localizzazione geografica delle attività di addestramento.

Alla fine del processo, nel giugno 2025, sono rimaste in piedi soltanto due questioni. La prima riguardava la presunta violazione secondaria del copyright, ossia se la messa a disposizione nel Regno Unito dei file contenenti i cosiddetti “model weights” di Stable Diffusion potesse costituire una forma di contraffazione indiretta. La seconda riguardava la violazione dei marchi Getty e iStock in relazione alla comparsa, in alcune immagini generate, di elementi simili ai watermark utilizzati da Getty.

Con sentenza del novembre 2025, l’High Court ha pronunciato una prima decisione dal contenuto articolato che, nel complesso, ha favorito Stability AI. Quanto alla violazione secondaria del copyright, la Corte ha respinto la domanda di Getty pur riconoscendo che i file contenenti i parametri del modello potessero rientrare nella nozione di “articolo” rilevante ai fini della disciplina britannica, intesa in senso ampio e comprensiva anche di entità digitali immateriali. Tuttavia, tali file non sono stati ritenuti qualificabili come “infringing copies”. poiché – secondo l’interpretazione accolta dal giudice – un’entità può essere considerata tale solo se abbia effettivamente incorporato, contenuto o memorizzato un’opera protetta da copyright, circostanza che non ricorre nel caso dei modelli di Stable Diffusion.

Sul fronte dei marchi invece la decisione è stata più sfumata. La giudice ha escluso le contestazioni più ampie e ha respinto la domanda fondata sulla tutela rafforzata del marchio, ma ha comunque riscontrato violazioni estremamente limitate in relazione a versioni iniziali del modello, in cui alcune immagini generate presentavano watermark sufficientemente simili ai marchi Getty o iStock.

Successivamente, nel dicembre 2025, sono state esaminate le richieste di appello di Getty. Getty ha ottenuto il permesso di impugnare il rigetto della propria domanda di violazione secondaria del copyright, cioè l’idea che Stable Diffusion costituisca di per sé un’“infringing copy” delle opere su cui è stato addestrato. La questione riguarda un punto di diritto di grande rilevanza, ovvero l’interpretazione di “infringing copy” nel contesto dei modelli di Intelligenza Artificiale, un tema mai affrontato in precedenza da alcun tribunale e destinato ad avere impatti significativi sul settore dell’IA generativa.

Diversamente, Stability AI non ha ottenuto l’autorizzazione ad impugnare le limitate conclusioni della Corte in materia di marchi.

Nel suo complesso, il caso Getty Images vs Stability AI mette in luce la difficoltà di applicare categorie giuridiche tradizionali a tecnologie profondamente nuove. L’esito dell’appello sulla violazione secondaria del copyright sarà particolarmente significativo, poiché potrebbe incidere direttamente sulla possibilità di distribuire e commercializzare nel Regno Unito modelli di intelligenza artificiale addestrati su opere protette senza autorizzazione, contribuendo a definire i confini giuridici dello sviluppo dell’IA nei prossimi anni.

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