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Lo scorso 17 marzo, la World Intellectual Property Organization ha lanciato una nuova iniziativa volta a favorire il coordinamento tra la tutela dei diritti di proprietà intellettuale e l’innovazione tecnologica, oggi più che mai permeata dall’intelligenza artificiale.

Il progetto, denominato Artificial Intelligence Infrastructure Interchange (AIII), si configura come uno spazio di confronto tecnico-operativo. L’assunto di fondo è chiaro: qualsiasi intervento regolatorio sull’AI rischia di rimanere inefficace se non accompagnato da soluzioni concrete, quali standard interoperabili, strumenti di tracciamento e sistemi affidabili per identificare opere e contributi, siano essi umani o generati da sistemi artificiali.

Il fulcro dell’iniziativa è rappresentato da una rete internazionale di esperti provenienti da ambiti eterogenei: industria tecnologica, settore creativo, mondo accademico e società civile. Tra i partecipanti figurano operatori di primo piano come Amazon Web Services, Shutterstock e Universal Music Group, accanto a sviluppatori di tecnologie AI e titolari di diritti.

Tra le priorità vi è la realizzazione di una mappatura sistematica dell’infrastruttura esistente in materia di diritto d’autore e delle tecnologie correlate. Infatti, comprendere le modalità attuali di gestione dei diritti, dei metadati e delle informazioni sulle opere è essenziale per individuare le aree di intervento più urgenti. Parallelamente, l’iniziativa analizzerà le criticità emergenti dall’uso sempre più diffuso di sistemi generativi – come i modelli linguistici di grandi dimensioni – che mettono in discussione i confini tradizionali sull’identità dell’autore, tra componente umana e artificiale.

Al fine di garantire trasparenza e coinvolgimento, i risultati del confronto tra esperti e lo stato di avanzamento dei lavori saranno presentati in un incontro pubblico annuale. Il primo appuntamento è previsto per il prossimo 2 ottobre e rappresenterà un momento chiave per orientare le fasi del progetto a venire.

Nel suo intervento inaugurale, il Direttore generale Daren Tang ha evidenziato come ogni grande innovazione tecnologica richieda un adeguamento dei sistemi che la supportano. In tale prospettiva, l’intelligenza artificiale non fa eccezione: per esprimere pienamente il proprio potenziale, necessita di un’infrastruttura solida e affidabile, in grado di coniugare efficienza operativa e tutela dei diritti.

L’AIII si inserisce così in una fase cruciale di ridefinizione degli equilibri tra tecnologia e diritto, promuovendo un approccio pragmatico basato sulla costruzione di soluzioni condivise volte a colmare il divario tra principi astratti e realtà operativa.

Autrice: Noemi Canova

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