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Il 30 settembre 2026, il Consumer Protection Cooperation Network (il “CPC Network”), sotto il coordinamento della Commissione europea, ha avviato azioni coordinate a livello UE nei confronti di nove società attive nel settore dei videogiochi, al fine di verificare se talune pratiche commerciali relative all’utilizzo di valute virtuali in-game siano conformi alla normativa europea in materia di tutela dei consumatori.

L’iniziativa fa seguito alla pubblicazione, nel marzo 2025, dei Key Principles on In-Game Virtual Currencies del CPC Network, nei quali sono stati illustrati i requisiti di tutela applicabili, secondo le autorità, all’acquisto e all’utilizzo di valute virtuali nei videogiochi.

Le pratiche oggetto di scrutinio

Le principali preoccupazioni del CPC Network riguardano il rischio che l’utilizzo di valute virtuali renda più difficile per i consumatori comprendere le effettive implicazioni economiche degli acquisti effettuati all’interno dei videogiochi. In particolare, le aree oggetto di scrutinio includono:

  • Trasparenza dei prezzi: l’utilizzo di una valuta virtuale intermedia può rendere meno immediatamente percepibile il prezzo effettivo di contenuti o servizi digitali, in particolare quando il consumatore è tenuto a convertire denaro reale in valuta virtuale prima di perfezionare l’acquisto.
  • Utilizzo di più valute virtuali e conversioni successive: sistemi che prevedono diverse valute virtuali o più passaggi di conversione possono rendere difficile per i consumatori determinare il valore monetario reale di una transazione e, conseguentemente, assumere una decisione di acquisto consapevole.
  • Utilizzo di pacchetti predefiniti di valuta virtuale: l’utilizzo di pacchetti di valuta virtuale in tagli che non corrispondono al prezzo del bene che il consumatore intende acquistare può determinare l’acquisto di una quantità di valuta virtuale superiore a quella effettivamente necessaria.
  • Informazioni precontrattuali e diritti dei consumatori: l’utilizzo di valute virtuali non sottrae le transazioni in-game all’applicazione della normativa UE inderogabile in materia di tutela dei consumatori. I consumatori devono pertanto ricevere le informazioni e beneficiare delle tutele contrattuali previste dalla normativa applicabile.
  • Tutela dei consumatori vulnerabili, in particolare dei minori: il design dei videogiochi, la pubblicità e le altre pratiche commerciali associate alle valute virtuali non dovrebbero sfruttare le vulnerabilità dei consumatori né influenzarne indebitamente le decisioni di acquisto. Ai fini della valutazione di tali pratiche, gli operatori dovrebbero considerare non soltanto il pubblico formalmente destinatario del videogioco, ma anche i consumatori che possono ragionevolmente essere raggiunti dalla pratica commerciale interessata.

I requisiti individuati dalle autorità europee a tutela dei consumatori

In tale contesto, le azioni coordinate avviate il 30 settembre mirano a garantire il rispetto di una serie di principi che, secondo il CPC Network, discendono dalla normativa europea vigente in materia di tutela dei consumatori. In particolare, gli operatori dovrebbero assicurare che:

  • I prezzi siano chiari e trasparenti: il prezzo in valuta reale delle valute virtuali, dei contenuti digitali e dei servizi dovrebbe essere indicato in modo chiaro e immediatamente visibile, anche quando la transazione prevede l’utilizzo di una valuta virtuale intermedia o più conversioni.
  • Il costo effettivo degli acquisti non venga occultato: i meccanismi di gioco che prevedono valute virtuali o conversioni successive non dovrebbero rendere inutilmente complesso per il consumatore comprendere l’importo in denaro reale che sta effettivamente spendendo.
  • I consumatori non siano obbligati ad acquistare quantità non necessarie di valuta virtuale: i pacchetti di valuta virtuale e i relativi meccanismi di acquisto non dovrebbero costringere i consumatori ad acquistare una quantità di valuta superiore a quella necessaria per ottenere il contenuto o il servizio desiderato.
  • Siano fornite informazioni precontrattuali chiare e comprensibili: tali informazioni dovrebbero includere, ove applicabile, le caratteristiche principali del contenuto o servizio digitale, l’identità del professionista, il prezzo in valuta reale, le modalità di pagamento e di esecuzione, la garanzia legale di conformità nonché l’esistenza e le condizioni di esercizio del diritto di recesso.
  • Siano rispettati i diritti di recesso dei consumatori: i consumatori dovrebbero essere informati del periodo di recesso applicabile di 14 giorni e la valuta virtuale in-game non utilizzata non dovrebbe essere automaticamente esclusa dall’esercizio di tale diritto.
  • Le condizioni contrattuali siano eque e trasparenti: le clausole dovrebbero essere redatte in modo chiaro e comprensibile e non dovrebbero, tra l’altro, attribuire agli operatori poteri eccessivamente ampi di modificare il valore delle valute virtuali, rimuovere contenuti acquistati o sospendere l’accesso ad account o contenuti acquistati in assenza di adeguate garanzie per i consumatori.
  • Siano adottate misure adeguate a tutela dei consumatori vulnerabili: qualora i videogiochi siano accessibili ai minori, particolare attenzione dovrebbe essere riservata all’efficacia dei parental control, all’adozione di impostazioni predefinite adeguate all’età e al divieto di pratiche commerciali che invitino direttamente i minori a effettuare acquisti o a persuadere gli adulti ad acquistare per loro conto.

Conclusioni

Le azioni coordinate avviate il 30 settembre rappresentano un ulteriore segnale della crescente attenzione regolamentare e di enforcement nei confronti delle valute virtuali e, più in generale, dei meccanismi di monetizzazione nel settore dei videogiochi.

In tale contesto, è ragionevole attendersi un’intensificazione delle attività di verifica e controllo da parte sia delle autorità europee sia delle autorità nazionali competenti in materia di tutela dei consumatori. Gli operatori attivi nel settore dovrebbero pertanto valutare attentamente i propri modelli di monetizzazione in-game e assicurare che i meccanismi di pricing, i processi di acquisto, le condizioni contrattuali e le misure a tutela dei consumatori vulnerabili siano coerenti con i principi individuati dal CPC Network.

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