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La NFL e i procuratori generali di 39 Stati americani, oltre a quello del District of Columbia, hanno depositato memorie a sostegno della richiesta con cui il New Jersey ha chiesto alla Corte Suprema degli Stati Uniti di esaminare il caso Kalshi, e con esso la questione fondamentale se i mercati previsionali (prediction markets) debbano essere qualificati come gioco d’azzardo.

In Europa, tuttavia, questa domanda ha già ricevuto una risposta da parte delle autorità nazionali competenti e nessuna decisione adottata a Washington sarà in grado di modificare tale esito.

In Italia, l’ADM ha disposto l’oscuramento di Polymarket il 10 luglio 2026 e il TAR Lazio, nell’agosto successivo, ha respinto la richiesta di sospensione del provvedimento. La Spagna ha bloccato sia Polymarket sia Kalshi nel maggio 2026. In Francia è stato ordinato ai provider di accesso a Internet di impedire l’accesso a Polymarket a partire da luglio. Nel Regno Unito, invece, la Financial Conduct Authority avrebbe avviato interlocuzioni con alcuni operatori, mentre continua ad applicarsi il divieto per il pubblico retail di negoziare opzioni binarie.

La conclusione pratica, spesso difficile da accettare per i team legali statunitensi, è semplice: una vittoria davanti alla Corte Suprema degli Stati Uniti non riaprirà il mercato europeo. Le imprese che costruiscono la propria strategia sulla futura decisione della Corte stanno guardando all’evento sbagliato.

  1. Cosa può e cosa non può decidere la Corte Suprema degli Stati Uniti

La Corte Suprema non ha ancora deciso se accettare di esaminare il caso.

La Corte d’Appello del Terzo Circuito aveva confermato nell’aprile 2026 un provvedimento favorevole a Kalshi; il New Jersey ha presentato ricorso nel settembre successivo e la risposta di Kalshi è attesa per il 9 novembre.

La questione che potrebbe essere sottoposta alla Corte riguarda esclusivamente il diritto statunitense: stabilire se la normativa federale sui mercati delle commodities prevalga o meno sulle leggi statali in materia di gioco d’azzardo con riferimento ai contratti aventi a oggetto eventi sportivi negoziati su un mercato regolamentato dalla CFTC.

Qualunque sia l’esito, i suoi effetti si fermeranno ai confini degli Stati Uniti.

Una decisione favorevole alle piattaforme vincolerebbe i tribunali e le autorità statunitensi, ma non inciderebbe:

  • sulle autorità nazionali competenti in materia di gioco d’azzardo dei 27 Stati membri dell’Unione europea, ciascuna delle quali applica una propria legislazione;
  • sui provvedimenti di blocco già adottati e tuttora efficaci, come quello dell’ADM nei confronti di Polymarket;
  • sulla posizione della FCA britannica, che continua a valutare questi prodotti secondo la normativa nazionale e mantiene il divieto delle opzioni binarie per gli investitori retail.

Una vittoria negli Stati Uniti potrebbe influenzare la percezione commerciale del settore dei mercati previsionali, ma non modificherebbe l’analisi giuridica che ciascun regolatore europeo è chiamato a svolgere.

  1. Qual è oggi la situazione dei mercati previsionali in Europa

Il panorama europeo è caratterizzato da una serie di posizioni nazionali autonome, molte delle quali si sono già tradotte in provvedimenti di blocco.

Italia

L’ADM aveva inizialmente oscurato Polymarket nell’ottobre 2025, per poi revocare il blocco nel dicembre dello stesso anno dopo che la piattaforma aveva interrotto le attività con denaro reale nei confronti degli utenti italiani.

Il nuovo oscuramento disposto nel luglio 2026 si fonda sull’articolo 102 del Decreto-Legge n. 104/2020 e sull’articolo 4 della Legge n. 401/1989 e rimane efficace dopo il rigetto, da parte del TAR Lazio, dell’istanza cautelare di sospensione.

Spagna

Il 26 maggio 2026 la DGOJ ha bloccato Polymarket e Kalshi in via cautelare, qualificando le scommesse aventi a oggetto eventi futuri e incerti come giochi d’azzardo soggetti a licenza spagnola.

Il blocco resterà in vigore fino alla conclusione del procedimento avviato nei confronti delle due società.

Francia

L’ANJ aveva già qualificato Polymarket come operatore privo di autorizzazione nel novembre 2024.

Il 16 luglio 2026 ha ordinato ai provider di accesso a Internet di bloccare l’intero sito, ritenendo che le misure di geoblocking predisposte dall’operatore fossero regolarmente aggirate dagli utenti francesi.

Polymarket ha annunciato ricorso davanti ai tribunali francesi.

Regno Unito

La FCA considera i prodotti previsionali finanziari esaminati fino ad oggi come opzioni binarie, vietate ai clienti retail dal 2019.

I contratti aventi a oggetto eventi sportivi o politici rientrano invece nella competenza della Gambling Commission, che considera tali piattaforme assimilabili a betting exchange e richiede quindi una licenza per l’intermediazione nelle scommesse a distanza.

Altri Stati membri dell’Unione europea

Non esiste una posizione comune.

Diversi regolatori avevano già espresso preoccupazioni pubbliche in occasione dei Mondiali di calcio e ogni mercato nazionale richiede un’analisi autonoma.

Quest’ultimo aspetto è spesso sottovalutato: ventisette Stati membri significano ventisette possibili risposte alla stessa domanda, e tali risposte non devono necessariamente coincidere.

  1. Perché una designazione della CFTC, un’autorizzazione MiCA o una sentenza americana non possono eliminare un provvedimento di blocco

La disciplina del gioco d’azzardo resta una competenza nazionale e non è mai stata armonizzata a livello europeo.

Ogni autorità nazionale stabilisce autonomamente se un contratto avente a oggetto un evento futuro e incerto costituisca un gioco soggetto a licenza.

In Italia questa decisione viene assunta in sede amministrativa, in tempi rapidi e, nel caso delle principali piattaforme, è già stata presa.

Gli strumenti sui quali gli operatori fanno spesso affidamento rispondono in realtà a domande diverse:

  1. Designazione della CFTC

Stabilisce la qualificazione della piattaforma ai sensi della normativa statunitense sui derivati, ma non risolve la questione della qualificazione del prodotto come gioco d’azzardo secondo il diritto dei singoli Stati membri.

  1. Autorizzazione MiCA

Consente la prestazione di servizi relativi a cripto-attività nell’Unione europea, ma non dice nulla sulla necessità di ottenere una licenza nazionale per offrire contratti basati sull’esito di determinati eventi.

  1. Una decisione favorevole della Corte Suprema

Potrebbe chiarire la qualificazione del prodotto ai sensi del diritto statunitense, ma non inciderebbe sulla validità dei provvedimenti di blocco già adottati dalle autorità nazionali europee.

Un provvedimento di blocco è infatti un atto amministrativo nazionale. Rimane efficace finché l’autorità non lo revoca o un tribunale nazionale non lo annulla, e nessuno di questi effetti deriva automaticamente da una decisione pronunciata in un altro ordinamento.

Il precedente italiano è significativo: l’ADM ha revocato il primo blocco di Polymarket nel dicembre 2025 soltanto dopo che la piattaforma aveva modificato la propria offerta agli utenti italiani, senza che alcun tribunale si pronunciasse sul merito della controversia.

  1. Tre errori che le imprese commettono quando affrontano il tema dei mercati previsionali in Europa

Gli stessi errori si ripetono regolarmente nei piani di ingresso nel mercato europeo delle piattaforme statunitensi.

  1. Considerare l’Europa come un’unica giurisdizione

Su questo tema l’Europa non è una sola giurisdizione, ma ventisette ordinamenti differenti.

Un’autorizzazione ottenuta per servizi finanziari o per servizi in cripto-attività non produce effetti automatici nel settore del gioco d’azzardo e un via libera ottenuto in uno Stato membro non garantisce nulla negli altri.

  1. Pensare che un provvedimento di blocco scada automaticamente

Non è così.

L’impugnazione di un provvedimento di blocco segue un percorso diverso rispetto alla richiesta di una licenza e, nella maggior parte dei casi, le due strategie dovrebbero procedere parallelamente: la prima tutela la posizione esistente, la seconda costruisce quella futura.

  1. Limitarsi al geoblocking basato sull’indirizzo IP

Le autorità italiane non considerano sufficiente questo strumento da anni.

L’utilizzo di VPN, i flussi di pagamento e la residenza degli utenti rientrano tutti tra gli elementi valutati dal regolatore. Una misura che un utente determinato può aggirare in pochi secondi difficilmente costituirà una valida linea difensiva.

  1. Il soggetto dimenticato: gli operatori autorizzati

Il dibattito si concentra quasi sempre sulle piattaforme di prediction market.

Gli operatori di gioco autorizzati sono l’altra categoria direttamente interessata, ma raramente vengono coinvolti nella discussione.

Questi operatori sostengono costi significativi per ottenere e mantenere le concessioni, versano imposte sul gioco e implementano strumenti di tutela dei giocatori sotto la supervisione delle autorità competenti.

Al tempo stesso assistono all’attività di piattaforme non autorizzate che raccolgono puntate da utenti italiani su eventi sportivi e altri eventi futuri senza sostenere alcuno di questi oneri.

Questo squilibrio offre agli operatori autorizzati validi strumenti di tutela, che in Italia possono includere:

  • segnalazioni all’ADM che documentino il continuo accesso degli utenti italiani a tali servizi e le relative attività di marketing;
  • azioni di concorrenza sleale ai sensi dell’articolo 2598 del Codice civile, ove ne ricorrano i presupposti;
  • interlocuzioni con prestatori di servizi di pagamento e altri intermediari coinvolti nell’offerta non autorizzata.

Al momento pochi operatori stanno percorrendo queste strade. Quelli che lo faranno contribuiranno però a definire il modo in cui il mercato verrà regolato nei prossimi mesi.

  1. Le prossime sei settimane e cosa fare adesso

La posizione europea sui mercati previsionali verrà definita nelle prossime sei settimane, ben prima che la Corte Suprema degli Stati Uniti decida se accettare il caso.

Nel giro di pochi giorni la legge di bilancio italiana arriverà in Parlamento e, secondo le indiscrezioni, potrebbe introdurre sanzioni più severe contro il gioco online illegale.

Una volta entrate in vigore, queste misure aumenteranno significativamente il costo del mantenimento di una posizione non autorizzata sul mercato italiano.

Le priorità cambiano a seconda del ruolo ricoperto dall’impresa.

  1. Le piattaforme che offrono contratti basati su eventi dovrebbero mappare ogni mercato europeo in cui risultano attivi utenti e verificare, Paese per Paese, l’esistenza di provvedimenti di blocco o di elenchi di operatori non autorizzati.
  2. Dove esiste già un provvedimento di blocco, la sua impugnazione e la valutazione delle opzioni autorizzative dovrebbero procedere parallelamente, adattando nel frattempo l’offerta commerciale a quel mercato.
  3. Il semplice geoblocking basato sull’indirizzo IP dovrebbe essere sostituito da verifiche sulla residenza degli utenti e da controlli sui flussi di pagamento che possano essere effettivamente difesi davanti all’autorità competente.
  4. Gli operatori autorizzati dovrebbero documentare l’offerta non autorizzata rivolta agli utenti italiani e valutare se segnalarla all’ADM, agire in giudizio oppure intraprendere entrambe le iniziative.
  5. Entrambe le categorie di operatori dovrebbero seguire l’iter parlamentare della legge di bilancio e valutare l’impatto delle nuove sanzioni sulla propria esposizione al rischio.

Le imprese che agiranno prima della fine di novembre si confronteranno con un quadro regolatorio già noto. Quelle che attenderanno la decisione della Corte Suprema si troveranno invece davanti a una situazione che, per l’Europa, sarà già stata decisa da tempo.

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