Il mancato rimborso del prezzo sulle prenotazioni di videogiochi è giustificato

Il mancato rimborso del prezzo sulle prenotazioni dei videogiochi in caso di recesso è conforme alla disciplina dei consumatori secondo un tribunale tedesco.

Nel 2018, le associazioni europee dei consumatori della Norvegia e della Germania avevano agito giudizialmente nei confronti di un noto fornitore mondiale di videogiochi contestando la pratica commerciale consistente nel non concedere il rimborso del prezzo di acquisto dei pre-ordini in caso di vendita di videogiochi sul negozio online dell’azienda. A tal, proposito, le associazioni consumeristiche sostenevano che tale pratica fosse in contrasto con la disciplina del diritto di recesso previsto dalla direttiva sui diritti dei consumatori, affermando che se il gioco non può essere scaricato e lanciato, il venditore non può vietare al consumatore di annullare il suo pre-ordine.

Alla pari di quanto previsto dalla normativa europea, anche il Codice del Consumo all’art. 59, lettera o) esclude il diritto di recesso dei consumatori con riferimento a “la fornitura di contenuto digitale mediante un supporto non materiale se l’esecuzione è iniziata con l’accordo espresso del consumatore e con la sua accettazione del fatto che in tal caso avrebbe perso il diritto di recesso.”

Il fornitore ha perciò, contestato che, poiché è possibile precaricare un gioco dopo averlo ordinato, il contratto di vendita è adempiuto mediante l’accettazione dei termini e condizioni e della seguente clausola “Acconsento che [il fornitore] inizi ad adempiere ai propri obblighi prima della scadenza del periodo di recesso. Riconosco che in tal modo perderò il mio diritto di recesso.” Secondo la corte tedesca infatti, il consumatore, prenotando il videogioco sull’eShop del suddetto fornitore di videogiochi ed accettando espressamente le condizioni di vendita, rinuncia al diritto ad ottenere il rimborso. Pertanto, nel momento stesso in cui viene fatto un preordine, si avvia il precaricamento del gioco (seppur in versione demo) e, quindi, si conclude la prestazione.

Entrambe le associazioni hanno presentato appello contro la decisione, sostenendo che un pre-ordine non possa essere considerato un prodotto oggetto di una vendita se non si può giocare prima del lancio e bisogna garantire la possibilità di ottenere un rimborso sulla prenotazione dei videogiochi acquistati all’interno dell’eShop.