La Commissione europea pubblica uno studio sull’adozione dell’intelligenza artificiale

Lo studio della Commissione europea sull’intelligenza artificiale rileva una crescita dell’IA nell’UE, ma anche delle barriere alla sua adozione.

Il 28 luglio 2020, la Commissione europea ha compiuto un ulteriore passo avanti in materia di intelligenza artificiale pubblicando uno studio relativo all’adozione e all’utilizzo di tali tecnologie da parte delle imprese europee. La finalità dello studio è contribuire al monitoraggio del livello di implementazione delle tecnologie di intelligenza artificiale all’interno degli Stati membri in modo da poter valutare le sfide che le imprese dovranno affrontare nel prossimo futuro.

Lo studio conferma come l’uso dell’intelligenza artificiale sia in aumento in tutta Europa evidenziando tuttavia che vi siano ancora alcuni ostacoli, comuni a tutte le imprese, che ne rallentano l’utilizzo. In particolare, la Commissione europea ha rilevato che quattro imprese su dieci (42%) hanno adottato almeno una tecnologia di intelligenza artificiale, e un quarto di queste ne ha già adottate almeno due. Sono le grandi imprese a guidare la crescita con quasi il 40% di queste che utilizza due o più tecnologie di intelligenza artificiale rispetto alle micro e piccole imprese che si fermano al 20%. Nonostante ciò, lo studio rivela come ancora il 40% delle imprese partecipanti al sondaggio non solo non utilizzino tecnologie di intelligenza artificiale ma non siano nemmeno intenzionate a farlo nel prossimo futuro, mentre la consapevolezza generale in materia risulta essere piuttosto elevata in tutta Europa, attestandosi intorno al 78%.

Aldilà dei progressi, lo studio ha messo in luce come vi siano alcune barriere, sia esogene che endogene, comuni a tutte le imprese che riguardano principalmente le difficoltà nell’assumere personale con le giuste competenze e gli elevati costi di adozione e adattamento dei processi operativi in seguito all’adozione delle tecnologie di IA. Il survey ha altresì evidenziato come le imprese siano disincentivate nell’utilizzare l’intelligenza artificiale anche a causa dell’incertezza normativa che circonda queste tecnologie, sollevando questioni relative all’allocazione della responsabilità, la standardizzazione dei dati e in generale gli ostacoli normativi.

Quest’ultima pubblicazione si aggiunge alla checklist sull’affidabilità dell’IA, un tool adottato dalla Commissione europea, che consente alle imprese di svolgere un’autovalutazione sull’affidabilità dei loro sistemi di intelligenza artificiale. Questo strumento si basa sugli “Orientamenti Etici per un’IA affidabile” pubblicati dal gruppo indipendente di esperti di alto livello sull’intelligenza artificiale istituito dalla stessa Commissione europea nel giugno del 2018 e traduce i sette principi espressi negli orientamenti in uno strumento utile per aiutare le imprese a valutare l’affidabilità dei loro sistemi di intelligenza artificiale.

Lo studio si aggiunge pertanto ad un crescente numero di interventi in tema di intelligenza artificiale tra i quali la European Commission’s policy on Artificial Intelligence, il White Paper on Artificial Intelligence: Public consultation and summary report, e il White Paper on Artificial Intelligence: a European approach to excellence and trust che mostrano un sempre maggior interesse delle istituzioni rispetto a queste tecnologie.