L’UKIPO pubblica una guida sulla protezione dei diritti di proprietà intellettuale nei siti di e-commerce

L’UKIPO e la guida sulla tutela della proprietà intellettuale nell’e-commerce.
L’Ufficio per la proprietà intellettuale britannico (UKIPO) ha recentemente pubblicato la guida “Protection of Intellectual Property Rights on e-commerce stores, che fornisce indicazioni su come proteggere la proprietà intellettuale nei negozi online.

Il commercio elettronico è infatti cresciuto in maniera significativa negli ultimi dieci anni e in particolar modo durante la pandemia. Se da un lato sempre più consumatori sono portati a fare acquisti sui siti di e-commerce, dall’altro tali piattaforme possono divenire il mezzo attraverso il quale operano coloro che cercano di vendere e distribuire beni contraffatti e/o piratati. Lo sfruttamento dei marketplace online per vendere o rivendere tali beni danneggia non solo il consumatore, ma anche la stessa piattaforma (che in certi casi potrebbe essere ritenuta responsabile, specialmente quando ha un ruolo attivo nella selezione dei prodotti), nonché i titolari dei diritti di proprietà intellettuale.

Molte delle maggiori piattaforme di e-commerce hanno sviluppato strumenti specifici per consentire ai titolari dei diritti di proprietà intellettuale di segnalare e rimuovere le inserzioni che violano tali diritti. In tale contesto, l’UKIPO ha pubblicato una guida pratica per i titolari dei diritti, che raccoglie le modalità implementate dai maggiori player del settore per ricevere segnalazioni circa la presunta violazione di un proprio diritto. Ad esempio, se il titolare di un marchio o un rappresentante autorizzato desideri segnalare ad Alibaba casi di violazione, puoi farlo utilizzando una specifica piattaforma, cosiddetta “Intellectual Property Group Platform”, sviluppata dal marketplace. Questo porterà alla rimozione delle inserzioni in violazione e aiuterà a sostenere i processi di monitoraggio (anche se – lo si ricorda – per il momento nel contesto dell’Unione Europea, le piattaforme non hanno alcun obbligo di monitoraggio attivo).

In altri termini, le piattaforme stanno cercando di implementare sistemi efficienti che permettano di dialogare con i titolari dei diritti e rimuover tempestivamente i prodotti e/o contenuti illeciti.

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