Il Comitato Europeo delle Regioni richiede all’UE la rinuncia ai brevetti sui vaccini COVID-19

Il Comitato Europeo delle Regioni ha chiesto all’Unione Europea la rinuncia temporanea ai brevetti per i vaccini contro il virus COVID-19, nell’ambito delle attività di contrasto alla rapida diffusione della pandemia.

Il Comitato, composto dall’assemblea dei governi locali e regionali dell’UE, è la prima istituzione dell’Unione europea a pronunciarsi positivamente sulla sospensione. Una recente recrudescenza dei contagi in altri continenti ha aumentato la pressione per la sospensione dei diritti di proprietà intellettuale sui vaccini, nell’interesse di massimizzare la produzione degli stessi e garantire un accesso equo a tali farmaci. In tale direzione, il Comitato ha anche esortato l’UE al fine di aumentare la produzione di vaccini nel territorio europeo, nonché al fine di accelerare la campagna di vaccinazione in tutta Europa per quanto possibile. Apostolos Tzitzikostas, Presidente del Comitato Europeo delle Regioni e governatore della Macedonia centrale, ha infatti ribadito che “l’assistenza sanitaria di base è un diritto umano fondamentale, e questa pandemia rappresenta la più grande minaccia alla salute globale da generazioni. Non c’è posto per il nazionalismo dei vaccini, e l’UE deve continuare a dare l’esempio, proteggendo tutti i suoi cittadini, senza lasciare indietro nessuna regione, città o territorio. Sostenuti dai fondi dell’UE, gli scienziati, l’industria e i regolatori hanno fatto un lavoro eccezionale nel trovare trattamenti efficaci così rapidamente. L’UE deve dimostrare di essere fedele alla solidarietà e ai suoi valori, garantendo una deroga rinuncia sui brevetti dei vaccini COVID-19 e aumentando la produzione di vaccini per aiutare ogni comunità del mondo“.

Come anticipato, il Comitato Europeo delle Regioni non rappresenta l’unica istituzione che si è mostrata di recente favorevole alla sospensione della questione dei brevetti sui vaccini per il COVID-19. Similmente, il 5 maggio scorso gli Stati Uniti avevano infatti annunciato che avrebbero avviato dei negoziati nella stessa direzione, sempre con l’obiettivo di consentire una massimizzazione della produzione e della vaccinazione, nell’ottica di garantire un equo accesso ai farmaci.

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