L’AGCom lancia una consultazione sui servizi d’interconnessione nella rete telefonica pubblica fissa

L’AGCom ha avviato la consultazione pubblica sul provvedimento relativo all’identificazione e analisi dei mercati dei servizi d’interconnessione nella rete telefonica pubblica fissa.

Con delibera n. 151/21/CONS pubblicata lo scorso 17 maggio 2021, l’AGCom ha avviato una consultazione pubblica sullo schema di provvedimento relativo all’identificazione e analisi dei mercati dei servizi all’ingrosso di interconnessione nella raccolta e terminazione delle chiamate vocali nella rete telefonica pubblica fissa. Tali mercati sono attualmente soggetti a regolamentazione ex ante ai sensi della delibera n. 425/16/CONS con cui l’Autorità ha concluso il terzo ciclo di analisi dei mercati dei servizi d’interconnessione nella rete telefonica pubblica fissa.

Nello schema di provvedimento oggetto di consultazione pubblica, l’AGCom, confermando le definizioni dei mercati adottate nel precedente ciclo di analisi di cui alla delibera n. 425/16/CONS, individua i seguenti mercati dei servizi all’ingrosso d’interconnessione in postazione fissa: a) il mercato rilevante dei servizi all’ingrosso di raccolta delle chiamate telefoniche su rete fissa mediante accessi di tipo POTS/ISDN/VOIP managed in decade zero; e b) il mercato rilevante dei servizi di terminazione delle chiamate telefoniche su singola rete fissa mediante accessi di tipo POTS/ISDN/VOIP managed in decade zero.

L’AGCom ha inoltre valutato se, alla luce dell’evoluzione del mercato intervenuta rispetto al quadro di riferimento della precedente analisi, risultano ancora cumulativamente soddisfatti – con riferimento ai mercati individuati – i tre criteri indicati dalla Commissione europea nella Raccomandazione n. 2020/2245 affinché un mercato sia suscettibile di regolamentazione ex ante (c.d. triplo test). In particolare, il triplo test richiede, affinché un mercato sia suscettibile di regolamentazione ex ante, (i) la presenza di forti ostacoli all’accesso non transitori, di carattere strutturale, giuridico o regolamentare; (ii) che la struttura del mercato non tenda alla concorrenza effettiva nell’arco di tempo preso in esame, in considerazione della situazione della concorrenza basata sulle infrastrutture e di altro tipo, al di là degli ostacoli all’accesso; (iii) che il solo diritto della concorrenza non sia sufficiente per far fronte adeguatamente alle disfunzioni del mercato individuate.

Dall’analisi dell’Autorità emerge che solo il mercato della terminazione delle chiamate su singola rete fissa è ancora suscettibile di regolamentazione ex ante, mentre non lo è più il mercato dei servizi di raccolta all’ingrosso da rete fissa, non essendo soddisfatto il primo criterio del triplo test.

All’esito delle analisi condotte, l’AGCom conclude che tutti gli operatori di rete fissa che forniscono servizi di accesso diretto ai clienti finali detengono un significativo potere di mercato sull’intero territorio nazionale relativamente ai servizi di terminazione delle chiamate su singola rete fissa.

Ciò, a parere dell’Autorità, comporta la possibile esistenza di comportamenti anticompetitivi nei mercati della terminazione delle chiamate su singola rete fissa. In particolare, l’Autorità ha riscontrato quali principali comportamenti anticompetitivi quelli relativi alla pratica di prezzi eccessivi, alla collusione tacita, alla discriminazione di prezzo e al rifiuto di concedere accesso o d’interconnettersi ad altri operatori. Sulla base di tali considerazioni, l’Autorità ritiene necessario imporre a tutti gli operatori di terminazione su rete fissa, obblighi regolamentari in materia di: i) accesso e uso di determinate risorse di rete; ii) trasparenza; iii) non discriminazione e iv) controllo dei prezzi.

L’Autorità non ha invece riscontrato la presenza di forti ostacoli non transitori all’accesso nel mercato rilevante dei servizi di raccolta delle chiamate telefoniche su rete fissa, ritenendolo adesso non più suscettibile di regolamentazione ex ante. Per tale ragione, l’Autorità ritiene opportuno revocare gli obblighi di accesso ed uso di determinate risorse di rete, di trasparenza, di non discriminazione, di separazione contabile e di controllo dei prezzi e contabilità dei costi imposti con la delibera n. 425/16/CONS relativamente alla fornitura del servizio di raccolta delle chiamate telefoniche su rete fissa.

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