Un nuovo standard NFT come possibile soluzione al problema del recesso?

È stato recentemente annunciato un nuovo standard NFT che, almeno nella teoria, è in grado di garantire i relativi acquisti contro le truffe (meglio noti come “rug-pull”) nonché la possibilità di chiederne il rimborso in caso di recesso entro la scadenza del termine stabilito.

Quando si parla di uno standard per NFT ci si riferisce all’identificazione univoca di un token rispetto ad altri dello stesso smart contract. Per ottenere un token non fungibile si utilizza uno standard denominato “ERC-721”. Quest’ultimo “descrive come creare token non fungibili sulla blockchain di Ethereum” ed è possibile immaginarlo come una sorta di template che gli utenti compilano in modo totalmente gratuito e autonomo affinché venga generato un token che sia non fungibile. In altre parole, tale standard è alla base della ormai nota distinzione tra token fungibili e non fungibili; esso è impiegato in mercati costantemente in crescita quali, ad esempio, quelli relativi agli oggetti di gioco online.

Premesso questo, ciò che interessa qui è la pubblicazione di un nuovo standard denominato “ERC-721R” che conferisce all’utente un diritto di ripensamento rispetto al proprio acquisto e, quindi, vedersi rimborsato il prezzo corrisposto per l’NFT coniato o, in gergo, mintato. Com’è noto, in quelli che sono gli aspetti giuridici più controversi in tema di NFT vi rientra sicuramente la non applicabilità del diritto di recesso, come previsto dall’art. 52 del Codice del Consumo. Infatti, in linea di principio, nell’ambito di un acquisto effettuato su una qualsiasi piattaforma NFT non sarà possibile ottenere la restituzione del token e il corrispondente rimborso delle spese sostenute.

In particolare, tale meccanismo avviene tramite un vincolo sul deposito delle somme poste a garanzia dallo smart contract. Coloro che coniano l’NFT non potranno prelevare il prezzo fino a quando scadrà il periodo di attesa implementato (ad oggi uno dei diversi progetti ne prevede uno pari a 14 giorni); così, entro il termine previsto, l’acquirente potrà effettuare un reso dell’NFT di cui è diventato titolare ottenendo in automatico il rimborso di quanto precedentemente corrisposto.

Questa possibilità, sebbene lontana dal vedere una diffusa applicazione pratica e un’efficacia in concreto ancora tutta da verificare, rappresenta sia una possibilità in termini di garanzia verso i rug-pull sia in termini di apertura verso soluzioni innovative riguardanti il diritto di ripensamento da parte dell’utente nonché l’esercizio del diritto di recesso. Tale standard, dunque, offre concretamente ai fornitori di servizi commerciali la possibilità di promuovere con maggiore sicurezza le proprie attività anche nel mondo delle criptoattività.

Su un simile argomento può essere interessante l’articolo: “Il regime di responsabilità di un piattaforma di NFT per contenuti illeciti