La Repubblica Popolare Cinese è ora parte del Sistema dell’Aia per la registrazione internazionale dei disegni e modelli industriali

L’adesione della Cina al sistema Aia ha segnato uno step importantissimo per lo sviluppo del sistema internazionale di protezione e registrazione di disegni e modelli industriali.È notizia recente che la Repubblica Popolare Cinese ha aderito al Sistema dell’Aia della WIPO (Organizzazione Mondiale per la Proprietà Intellettuale) per la registrazione internazionale dei disegni e modelli industriali.

L’adesione definitiva della Cina è avvenuta il 5 maggio 2022 e ha segnato uno step importantissimo per lo sviluppo del sistema internazionale di protezione e registrazione di disegni e modelli. Ad oggi, considerata l’effettiva adesione della Cina, il Sistema dell’Aia comprende 94 Paesi e, tra questi, il 90 percento dei mercati più sviluppati del mondo.

La presenza della Cina tra i Paesi facenti parte del Sistema dell’Aia rappresenta al tempo stesso un segno del funzionamento del Sistema e la continuazione di un momento di grande crescita per l’ecosistema della Proprietà Intellettuale a livello globale.

Ricordiamo infatti come grazie al Sistema dell’Aia è possibile depositare una sola domanda internazionale presso il Registro Mondiale al fine di registrare disegni in tutti paesi aderenti, eliminando la necessità di depositare domande separate e multiple nei singoli territori, con notevoli esborsi economici e complessi adempimenti burocratici.

Oltre che avere una grande portata dal punto di vista politico ed economico, l’ingresso della Cina nel Sistema dell’Aia permetterà alle aziende di proteggere e diffondere più facilmente i risultati dei loro lavori di design all’estero, rendendo la tutela dei design e modelli industriali non solo più agevole ma anche decisamente più economica (in considerazione dell’esistenza di un meccanismo di tasse fisse) per tutti gli operatori nel mercato (designer cinesi verso i mercati non cinesi e designer non cinesi verso il mercato cinese).

L’impatto di questo avvenimento è anche quantitativamente rilevantissimo: circa il 55% del totale mondiale dei depositi di design (circa 795 mila) provengono infatti da residenti cinesi.

L’adesione della Cina al Sistema serve anche a ricordarci che lo strumento del design (che tutela l’aspetto di un prodotto – le caratteristiche delle linee, i contorni, i colori, le forme) costituisce un mezzo sempre più efficace per tutelare il risultato della propria attività creativa e supportare l’ingegno dei designer in ogni settore ed epoca, anche quella attuale.

A dimostrazione di quanto sopra consideriamo che, negli ultimi anni avversati dal COVID-19, sono aumentate proprio le registrazioni di design per gli articoli medici e per la sicurezza personale, evidenziando l’importanza dell’innovazione del design come parte dei tentativi globali di sconfiggere il virus.

In conclusione, è importante considerare anche che se un’azienda ha depositato la propria domanda internazionale per la prima volta nei sei mesi antecedenti all’ingresso della Cina nel sistema, il Sistema Aia consente di depositare un’altra (nuova) domanda internazionale per gli stessi disegni e modelli, designando la Cina e rivendicando la priorità della prima domanda internazionale.

Su un simile argomento può essere interessante l’articolo “Le conseguenze della Brexit sulla registrazione dei design”.