Le legge di delegazione europea copre anche la produzione biologica: cosa aspettarsi?

Finalmente, il 10 settembre 2022 è entrata in vigore, dopo la pubblicazione della stessa nella Gazzetta Ufficiale 26 agosto 2022, n. 199, la legge di delegazione europea 2021, la quale prescrive l’adozione di decreti legislativi finalizzati al recepimento delle direttive comunitarie e alla concreta attuazione degli atti normativi dell’Unione Europea, anche sulla produzione biologica.

Tale legge 4 agosto 2022, n. 127, è volta al recepimento di numerose direttive europee, una raccomandazione e all’adeguamento della normativa italiana a 22 regolamenti dell’Unione.

Come immaginabile, la legge di delegazione è intervenuta su ambiti diversissimi e di grande rilievo nazionale, tra cui la produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici, l’operatività della Agenzia dell’Unione europea per la cooperazione giudiziaria penale, il contrasto alla diffusione di contenuti terroristici online e l’esercizio della professione di trasportatore su strada di merci e persone ed altre tematiche.

Lo scopo di questo contributo non è però quello di esaminare nel dettaglio ogni disposizione, ma di chiarire il contenuto dell’articolo 10 della legge di delegazione europea, avente ad oggetto, come anticipato, la produzione biologica e l’etichettatura dei prodotti biologici stessi.

Il menzionato articolo 10 della legge di delegazione europea ha lo scopo di delegare il Governo a provvedere all’adeguamento della legge italiana alle disposizioni contenute nel Regolamento (UE) 30 maggio 2018, n. 2018/848 in materia di produzione biologica e di etichettatura dei prodotti biologici ed al contenuto del regolamento (UE) 2017/625 per quanto concerne invece i controlli ufficiali e le altre attività riguardanti la produzione biologica e l’etichettatura dei menzionati prodotti.

Il primo comma della disposizione prevede infatti espressamente la delega al Governo ad adottare uno o più atti legislativi volti all’adeguamento della nostra normativa ai menzionati atti normativi comunitari, mentre nel secondo comma si sancisce che, nell’esercizio della delega conferita, il Governo sia tenuto a rispettare principi e criteri direttivi ulteriori rispetto a quelli di cui all’articolo 32 della legge n. 234 del 2012.

Il secondo comma dell’articolo 10 della legge di delegazione europea infatti richiede che il Governo

  1.  adegui “il procedimento di autorizzazione e il sistema di vigilanza sugli organismi di controllo e di certificazione nonché la disciplina degli adempimenti connessi alle attività svolte dai suddetti organismi, comprese le cause di sospensione e di revoca delle deleghe di cui all’articolo 40 del regolamento (UE) 2018/848 e di cui agli articoli 28, 29, 31, 32 e 33 del regolamento (UE) 2017/625”;
  2. adegui “i procedimenti amministrativi relativi alla notifica alle autorità competenti dello Stato membro di cui all’articolo 34 del regolamento (UE) 2018/848 per includere le attività con metodo biologico”;
  3.  definisca “i criteri e le modalità di etichettatura di fertilizzanti e prodotti fitosanitari, ai sensi dell’articolo 31 del regolamento (UE) 2018/848”;
  4.  detti “le disposizioni necessarie per procedere alla designazione dei laboratori nazionali di riferimento e dei laboratori ufficiali di cui al regolamento (UE) 2017/625 per l’effettuazione di analisi, prove e diagnosi di laboratorio nell’ambito dei controlli ufficiali intesi a verificare il rispetto della normativa in materia di produzione biologica e etichettatura dei prodotti biologici, compresi quelli indicati nell’allegato I al regolamento (UE) 2018/848”;
  5. adegui “il sistema sanzionatorio per gli organismi di controllo e per gli operatori biologici, compresi i gruppi di operatori, che adottano condotte non conformi al regolamento (UE) 2018/848, compreso l’illecito utilizzo dei termini riferiti all’agricoltura biologica da parte di operatori non assoggettati al sistema di controllo”.

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