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Dopo l’evento di lancio del joint album “Ventures” di Kanye West e Ty Dolla Sign, tenutosi a Miami lo scorso 12 dicembre 2023, la traccia di apertura ha generato diverse polemiche perché costruita attorno al ritornello della famosissima Everybody dei Backstreet Boys, senza autorizzazione di questi ultimi, i quali, però, non sono gli autori del brano.

Fermo restando che al momento non sono trapelate informazioni complete e attendibili sugli eventuali accordi conclusi dal rapper e che i Backstreet Boys non hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali sul tema le conseguenze giuridiche di tale utilizzo sono più complesse di quanto potrebbe apparire a prima vista. Infatti, invece di utilizzare un sample di Everybody, nel nuovo brano il famoso ed orecchiabilissimo ritornello di Everybody è stato ricreato (e ricantato) da Charlie Wilson (che si unisce a Kanye West, Ty Dolla Sign e Lil Baby). Si tratta, quindi, di un’interpolazione, termine con cui si indica una nuova registrazione di un segmento di un brano preesistente da parte di un artista diverso da colui/colei che ha reso la performance originale, senza ricorrere all’utilizzo della registrazione originaria.

Al di là dei tecnicismi, l’uso di una tecnica o dell’altra ha importanti conseguenze sotto il profilo legale. Nel caso che ci occupa, infatti, non è stata utilizzata la vecchia registrazione (i. cd. master) dei Backstreet Boys Boys, ma solo il testo e la musica della canzone. Mentre il campionamento avrebbe imposto di ottenere l’autorizzazione sia di autori ed editore sia del titolare dei diritti sulla registrazione, ossia il soggetto che ha assunto “l’iniziativa e la responsabilità della prima fissazione dei suoni provenienti da una interpretazione o esecuzione o di altri suoni o di rappresentazioni di suoni“(art. 78 LDA) e che di norma è la casa discografica, l’interpolazione richiede solamente il permesso di autori ed editore, in quanto non si fa uso della registrazione. Sotto il profilo giuridico, quindi, l’aspetto chiave dell’interpolazione risiede nella relativa semplificazione del processo autorizzativo.

Ora, contrariamente a quel che si potrebbe pensare, Everybody non è stata scritta dalla boy band, ma dall’hit-maker Max Martin e da Denniz Pop. Di conseguenza, le attuali speculazioni sembrano essere prive di una base giuridica concreta, dal momento che i Backstreet Boys sono qualificati come interpreti ed esecutori della canzone, ma non come autori. Ne deriva che i rapper americani non erano legalmente vincolati ad ottenere il permesso da parte dei membri della band sull’utilizzo dell’interpolazione in questione. Semmai, avrebbero dovuto negoziare una licenza solo con Max Martin, gli eredi di Denniz Pop e l’editore. Tuttavia, ad oggi anche su questo punto non sono trapelate notizie ufficiali.

Resta, quindi, da chiedersi, se i Backstreet Boys, in qualità di artisti interpreti ed esecutori potrebbero, in linea teorica, opporsi all’utilizzo del ritornello da parte del rapper. Fermo il fatto che nel caso in esame si applicherà, se del caso, la legge americana (che peraltro non contempla diritti morali), possiamo immaginare cosa potrebbe accadere se la vicenda si fosse svolta in Italia.

Anche in questo caso, le opzioni per i membri della band sarebbero limitate. La Legge sul Diritto d’Autore, infatti riconosce agli artisti interpreti ed esecutori diritti sia patrimoniali che morali. Tuttavia, sotto quest’ultimo profilo, a norma dell’art. 81 L.d.A., l’artista può opporsi alla diffusione, trasmissione o riproduzione della sua recitazione, rappresentazione o esecuzione che possa essere di pregiudizio al suo onore o reputazione. Al di là del fatto che tale norma è particolarmente restrittiva, limitando la protezione solo per la lesione dell’onore o reputazione, e non anche, per esempio, del decoro o del rispetto della integrale stesura della prestazione artistica, nel caso di specie la band non potrebbe comunque azionare tale diritto, atteso che nel contesto dell’interpolazione non vi è alcuna riproduzione della performance. Di conseguenza, l’unica opzione per contestare gli eventuali danni reputazionali derivanti da una associazione dell’immagine della band a quella di Kanye West, che, come noto negli ultimi mesi ha rilasciato diverse dichiarazioni gravi e deliranti, sarebbe un’azione di risarcimento per danno reputazionale e all’immagine, che tuttavia richiederebbe un supporto probatorio difficile da ottenere, considerato che la citazione di canzoni in altre canzoni è ormai una pratica all’ordine del giorno.

Su di un simile argomento, può essere interessante l’articolo “Sampling, interpolation o plagio? Musica che cita musica ”.

Autrici: Lara Mastrangelo e Virginia Lorusso

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