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L’Istituto dell’Autodisciplina Pubblicitaria (“IAP”) ha pubblicato il proprio Annual Report 2025, offrendo un quadro aggiornato dell’attività svolta dall’Istituto e confermando il ruolo centrale dell’autodisciplina nella regolazione della comunicazione commerciale in Italia.

Il report si inserisce in un contesto in cui la comunicazione pubblicitaria è sempre più esposta a nuove forme di diffusione, soprattutto digitale, e in cui la riconoscibilità dei messaggi commerciali, la correttezza delle informazioni fornite ai consumatori e la trasparenza delle campagne promozionali rappresentano profili di crescente rilevanza per imprese, agenzie, creator e piattaforme.

Uno dei dati più significativi riguarda il numero complessivo dei casi esaminati che emerge dal report: nel 2025 lo IAP ha trattato 251 casi, di cui 138 originati da segnalazioni esterne. Il 38% dei casi trattati ha avuto origine da segnalazioni del pubblico, a conferma del coinvolgimento attivo dei cittadini-consumatori nel sistema di controllo della comunicazione commerciale.

Sotto il profilo degli esiti, il report evidenzia 31 provvedimenti complessivi, tra ingiunzioni e pronunce, 218 casi risolti in via breve dal Comitato di Controllo, 19 ingiunzioni del Comitato e 12 pronunce del Giurì. Il dato conferma la rilevanza del procedimento autodisciplinare non solo come strumento di decisione formale, ma anche come meccanismo rapido di adeguamento e correzione delle comunicazioni commerciali potenzialmente non conformi.

Il report segnala inoltre 93 pareri preventivi, inclusi 46 pareri express. La funzione consultiva preventiva continua quindi a rappresentare uno strumento di particolare interesse per le imprese, consentendo di verificare la conformità di comunicazioni commerciali non ancora diffuse e di ridurre il rischio di contestazioni successive: i settori che hanno richiesto il maggior numero di pareri preventivi sono stati banche e investimenti, siti di informazioni sportive, alimentari e bevande analcoliche, integratori alimentari e apparecchi elettronici.

Quanto alle ingiunzioni, l’area di intervento principale rimane quella dell’ingannevolezza, che rappresenta il 90% dei casi. Seguono, con percentuali più contenute, i profili relativi alla dignità della persona e alla trasparenza dell’influencer marketing. I mezzi coinvolti sono stati stampa, televisione e social media, a dimostrazione del fatto che le criticità in materia di correttezza pubblicitaria non riguardano soltanto i canali digitali, ma continuano a interessare anche i media tradizionali.

Un ulteriore profilo di interesse riguarda il consolidamento delle relazioni istituzionali. Nel 2025 è stata rafforzata la collaborazione tra IAP e AGCOM, avviata nel 2018, che rappresenta un esempio di co-regolamentazione coerente con gli orientamenti europei volti a favorire la cooperazione tra autorità pubbliche e organismi di autoregolamentazione. Il rinnovo dell’accordo, avvenuto nel novembre 2025, ha introdotto elementi di innovazione con particolare attenzione alla riconoscibilità delle comunicazioni commerciali diffuse dagli influencer, in coerenza con il Regolamento Digital Chart dello IAP, richiamato dal Codice di Condotta per gli Influencer di AGCOM.

Nel complesso, l’Annual Report 2025 conferma che l’autodisciplina pubblicitaria continua a svolgere una funzione rilevante nel sistema italiano della comunicazione commerciale.

Per le imprese, i dati pubblicati dallo IAP rappresentano un promemoria importante: la correttezza dei messaggi pubblicitari, la riconoscibilità delle comunicazioni commerciali e la gestione dei rapporti con influencer e creator devono essere integrate sin dalla fase di ideazione delle campagne, attraverso procedure interne di verifica, adeguati controlli contrattuali e un’attenta valutazione preventiva dei contenuti destinati alla diffusione.

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