Il 6 ottobre 2026 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato un’istruttoria nei confronti di una piattaforma di intelligenza artificiale generativa per la creazione di musica, al fine di verificare se alcune clausole contenute nei relativi Termini di Servizio possano essere considerate vessatorie.
Il caso offre l’occasione per riflettere su un aspetto spesso trascurato nell’adozione di strumenti di IA: l’analisi delle condizioni contrattuali, con particolare riguardo ai diritti sui contenuti generati, alla responsabilità del fornitore e ai meccanismi di risoluzione delle controversie.
Il caso: quali clausole sono oggetto di verifica?
Nel comunicato del 6 ottobre 2026, l’AGCM ha reso noto di aver avviato un procedimento istruttorio nei confronti della società. Secondo l’Autorità, alcune disposizioni dei Termini di Servizio potrebbero determinare un significativo squilibrio tra i diritti e gli obblighi delle parti a svantaggio dei consumatori, ai sensi dell’articolo 33 del Codice del Consumo.
Tra le clausole oggetto di esame figurano la possibilità per la piattaforma di modificare unilateralmente il contratto, il servizio e i prezzi senza indicare una valida giustificazione, nonché di sospendere o chiudere gli account degli utenti e cancellare i relativi contenuti senza preavviso. L’Autorità ha inoltre evidenziato le ampie limitazioni di responsabilità previste a favore della società.
Particolare attenzione è stata riservata alle disposizioni contrattuali in materia di diritto d’autore. Secondo le contestazioni dell’AGCM, la licenza imposta agli utenti come condizione per l’utilizzo del servizio avrebbe un ambito eccessivamente ampio e indeterminato, essendo formulata in termini generici e omnicomprensivi. Inoltre, i Termini di Servizio imporrebbero agli utenti una rinuncia ai diritti morali d’autore, che l’Autorità ritiene incompatibile con gli articoli 20 e seguenti della Legge n. 633/1941 sul diritto d’autore.
La questione è particolarmente rilevante perché riguarda l’estensione dei diritti che una piattaforma di IA può rivendicare sui contenuti caricati o generati dagli utenti e i limiti che il diritto d’autore pone all’autonomia contrattuale.
Un ulteriore profilo riguarda i meccanismi di risoluzione delle controversie: i Termini di Servizio prevederebbero infatti l’arbitrato obbligatorio negli Stati Uniti, la rinuncia alle azioni collettive (class actions) e la competenza esclusiva dei tribunali del Massachusetts.
È importante sottolineare che si tratta di contestazioni oggetto di istruttoria e non di conclusioni definitive circa la vessatorietà delle clausole.
Cosa verificare prima di adottare una piattaforma di IA?
Il caso evidenzia l’importanza di esaminare attentamente i Termini di Servizio prima di integrare strumenti di intelligenza artificiale nei processi aziendali.
In particolare, imprese e professionisti dovrebbero valutare:
- Proprietà intellettuale: quali diritti acquisisce il fornitore sui contenuti caricati e su quelli generati? La licenza è definita in modo chiaro, proporzionato e compatibile con l’utilizzo commerciale previsto?
- Responsabilità: quali esclusioni o limitazioni di responsabilità sono previste in caso di interruzioni del servizio, perdita dei contenuti o violazione di diritti di terzi?
- Modifica delle condizioni e cessazione del servizio: il fornitore può modificare unilateralmente le condizioni contrattuali, sospendere un account o eliminare contenuti? Esistono adeguate garanzie e meccanismi di recupero dei dati?
- Controversie: quale legge disciplina il contratto? Quali sono i tribunali competenti? Sono previste procedure di arbitrato obbligatorio?
Queste verifiche assumono particolare rilevanza quando l’intelligenza artificiale viene utilizzata per realizzare contenuti destinati al mercato o integrati in prodotti e servizi aziendali.
Occorre tuttavia distinguere tra contratti conclusi per finalità professionali e contratti stipulati da consumatori, poiché l’applicazione della disciplina sulle clausole vessatorie prevista dal Codice del Consumo dipende, tra l’altro, dalla qualità delle parti e dalla natura del rapporto contrattuale.
Conclusioni
L’innovazione tecnologica non elimina la necessità di valutare i rischi contrattuali.
Prima di adottare una piattaforma di intelligenza artificiale, imprese e professionisti dovrebbero analizzare non soltanto le funzionalità offerte, ma anche le condizioni che disciplinano l’utilizzo del servizio e dei contenuti generati.
Il caso dimostra come la verifica preventiva dei Termini di Servizio costituisca parte integrante di un utilizzo consapevole e giuridicamente sostenibile dell’intelligenza artificiale.

