Riconoscimento facciale e intelligenza artificiale: l’UE pensa ad un divieto

La Commissione europea ha iniziato ad osservare da vicino gli sviluppi, le novità e i rischi connessi all’uso dell’intelligenza artificiale (“AI”) con la pubblicazione del White Paper on artificial intelligence, un documento analitico che traccia le possibili evoluzioni legislative dell’Unione europea in tema di AI. Margrethe Vestager, Executive Vice President della Commissione UE e commissaria per la politica digitale europea e per la concorrenza, dovrebbe presentare tale documento all’attenzione della neo-eletta presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, durante una seduta prevista per la metà di febbraio.

Nell’auspicare la creazione di un quadro normativo sull’AI idoneo a disciplinare adeguatamente gli obblighi in capo tanto agli sviluppatori quanto agli utilizzatori, la Commissione sta valutando, tra le altre, l’introduzione di una misura volta a vietare l’uso della facial recognition. In particolare, tale divieto proibirebbe a soggetti privati o pubblici l’uso di tale tecnologia limitatamente agli spazi pubblici o comunque aperti al pubblico e soltanto per un periodo determinato (che oscilla dai 3 ai 5 anni), durante il quale il legislatore europeo si prefigge l’obiettivo di identificare e sviluppare una metodologia strutturata per valutarne gli impatti, in modo da determinare le possibili misure legate alla gestione del rischio della stessa.

Ad opinione della Commissione, tale divieto sarebbe necessario a salvaguardare i diritti degli interessati, in particolare contro ogni potenziale abuso di una tecnologia per sua natura invasiva. Tuttavia, si specifica anche che un tale divieto sarebbe comunque necessariamente accompagnato dalla previsione di alcune eccezioni (in particolare per le attività nel contesto della ricerca e dello sviluppo, ovvero a fini di sicurezza).

La portata di una simile misura, per quanto attenuata, è comunque talmente ampia da arrivare ad ostacolare lo sviluppo e l’uso di questa tecnologia. Pertanto, in maniera cautelativa, almeno in questa fase di assestamento rispetto alla futura emanazione di un framework legislativo in materia di AI, la Commissione ritiene preferibile concentrarsi sulla piena attuazione delle disposizioni del GDPR e far leva sui principi stabiliti in tale sede. In un secondo momento, l’organo europeo si riserverà di valutare l’opportunità di adottare diversi orientamenti per facilitare tale attuazione nonché per consentire un corretto utilizzo di tecnologie invasive, quali il riconoscimento facciale, in modo da garantire il rispetto dei principi generali che regolano il trattamento di dati personali in UE.