Le proposte di Digital Services Act e di Digital Markets Act per riformare i servizi online nell’Unione europea

La presentazione da parte della Commissione europea delle proposte di Digital Services Act e Digital Markets Act potrebbe aprire la porta ad un nuovo approccio all’online nell’Unione europea.

La Commissione europea cerca di modernizzare la normativa sui servizi e i mercati digitali presentando la sua proposta per il Digital Services Act (DSA) e di Digital Markets Act come parte di un più ampio pacchetto legislativo che andrà a sostituire la Direttiva eCommerce 2000/31/CE che è ormai vecchi di venti anni.

La proposte si propongono di implementare misure protettive dei diritti online dei consumatori più efficaci e rendere i mercati digitali più equi e aperti per tutti, consentendo l’espansione anche delle piattaforme minori, delle piccole e medie imprese e delle start-up affinché siano accessibili ai clienti di tutto il mercato unico e si riducano i costi di conformità.

Il Digital Services Act mira

  • sia a migliorare la fruibilità dei benefici derivanti dall’utilizzo delle piattaforme online in termini di vantaggi per i consumatori e per l’innovazione, agevolazione degli scambi transfrontalieri intra ed extra UE, apertura del mercato a un’ampia gamma di operatori commerciali),
  • che a ridurre i rischi per i diritti degli utenti dovuti alle problematiche legate a tali piattaforme online, tra cui, per esempio, la diffusione di contenuti illegali o la vendita online di beni o servizi illegali.

Le novità proposte includono, inter alia:

  • norme per la rimozione di beni, servizi o contenuti illegali online;
  • nuovi obblighi per le piattaforme di grandi dimensioni per la prevenzione di abusi dei loro sistemi;
  • garanzie per gli utenti i cui contenuti sono stati erroneamente cancellati dalle piattaforme;
  • misure di trasparenza per la pubblicità online e gli algoritmi utilizzati per il suggerimento di contenuti agli utenti; e
  • nuovi poteri di verifica del funzionamento delle piattaforme.

In aggiunta, per le piattaforme online in grado di raggiungere più del 10% della popolazione dell’Unione europea – equivalente all’incirca a 45 milioni di utenti – sono previsti obblighi specifici di controllo dei propri rischi e l’introduzione di una nuova struttura di sorveglianza. In quest’ottica, la Commissione europea avrà poteri speciali di supervisione delle piattaforme di grandi dimensioni, potendo arrivare anche a sanzionarle direttamente.

Il focus del Digital Markets Act, invece, è quello di affrontare le conseguenze negative dei comportamenti adottati dalle piattaforme online che controllano l’accesso ai mercati, ossia di quelle imprese che hanno un impatto sul mercato interno tale da arrivare ad avere il controllo su interi ecosistemi di piattaforme. In particolare, la Commissione europea prevede di stabilire norme armonizzate vietando le pratiche sleali poste in essere dai cd. “controllori dell’accesso”.

Tra le novità proposte spiccano

  • l’obbligo per tali “controllori” di adottare un comportamento proattivo teso a rimuovere le barriere all’entrata ad altri operatori (come, ad esempio, misure che consentano al software di terzi di interoperare con i loro servizi), pena l’imposizione di sanzioni fino al 10% del fatturato mondiale del controllore dell’accesso; e
  • il potere della Commissione europea di svolgere indagini di mercato al fine di integrare tali norme con ulteriori pratiche o nuovi servizi dei controllori dell’accesso per garantire che le nuove norme seguano il ritmo della rapida evoluzione dei mercati digitali.

Su un simile argomento, può essere interessante il podcast “I problemi legali per un sito di eCommerce durante l’emergenza Covid-19“.