Indagine di AgCom sull’assegnazione dello spettro radio al servizio dei settori verticali

L’AGCom ha indetto l’indagine sull’assegnazione dello spettro radio dei settori verticali al fine di raccogliere informazioni utili in vista della successiva attività dell’Autorità in materia di autorizzazione all’uso dello stesso. Con la delibera n. 131/21/CONS l’AGCom ha avviato un’indagine conoscitiva sulle possibili nuove modalità di assegnazione dello spettro radio al servizio dei c.d. settori verticali, “anche al fine di raccogliere informazioni ed elementi utili in vista della successiva attività dell’Autorità in materia di autorizzazione all’uso dello spettro radio”. Come evidenziato nella delibera in commento, la tematica dell’utilizzo delle frequenze radio 5G per i settori verticali dell’industria è presente nei più recenti documenti di policy comunitaria.

In particolare, il “toolbox” del 25 marzo 2021, adottato dal Connectivity Special Group (composto da rappresentanti degli Stati membri e della Commissione) ha – tra l’altro – invitato gli Stati membri a considerare possibili soluzioni di c.d. local licensing in funzione della situazione nazionale e della disponibilità di spettro. Ciò anche al fine di riservare porzioni di spettro ad uso 5G per reti locali, reti private e settori verticali, quali componenti rilevanti dell’ecosistema 5G.

La Commissione europea, nella comunicazione del 9 marzo 2021 sulla Digital Compass, con riferimento alla trasformazione digitale delle imprese, ha sottolineato che entro il 2030 le tecnologie digitali, quali il 5G, l’Internet of Things (IoT), l’edge computing, l’intelligenza artificiale (IA), la robotica e la realtà aumentata saranno al centro di nuovi prodotti, nuovi processi di distribuzione e nuovi modelli di business. In tale contesto, l’Autorità ritiene quindi meritevole di approfondimento il tema del local licensing delle risorse spettrali per la realizzazione di reti private/locali, in quanto possibile strumento utile al raggiungimento degli obiettivi digitali prefissati.

Anche in ambito di Radio Spectrum Policy Group (RSPG) negli ultimi anni questa tematica ha assunto crescente rilevanza. Da una delle più recenti draft Opinion del RSPG (attualmente in corso di finalizzazione) appare emergere un significativo grado di attenzione nei confronti del local licensing. Nella “Draft RSPG Opinion on Spectrum Sharing – Pioneer initiatives and bands” il RSPG ha proposto agli Stati membri di considerare soluzioni di condivisione dello spettro, assieme a meccanismi alternativi o complementari quali il leasing. Lo sharing di frequenze licenziate è infatti una delle tre modalità indicate per il servizio ai verticali, assieme alla riserva di spettro o all’uso c.d. unlicensed.

Alla luce di questo quadro, l’Autorità ritiene dunque opportuno “svolgere un’indagine conoscitiva concernente possibili nuove modalità di utilizzo dello spettro al servizio dei settori verticali (c.d. vertical)”. Ciò anche al fine di “valutare gli strumenti regolatori che possono eventualmente essere applicati per soddisfare le esigenze che emergeranno all’esito dell’indagine stessa” tra cui, in particolare, “meccanismi di assegnazione diretta dello spettro per usi locali che vanno generalmente sotto il nome di local licensing, leasing, spectrum sharing, forme di light licensing, uso dello spettro unlicensed”.

Come si legge nella delibera, l’Autorità pubblicherà un documento contenente “gli elementi di dettaglio e le questioni oggetto dell’indagine conoscitiva, nonché le modalità di partecipazione alla stessa da parte dei soggetti interessati”.

Su un simile argomento può essere interessante l’articolo “La “gigabit connectivity” tra i punti cardinali della Digital Compass della Commissione europea”.