Cambiano le regole sulla etichettatura dell’olio di girasole a causa della sospensione delle esportazioni dall’Ucraina

Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato delle misure temporanee eccezionali relative alla etichettatura dell’olio di girasole per risolvere le criticità determinate dalla carenza di olio dovuta alla sospensione delle esportazioni dall’Ucraina.

Le misure temporanee eccezionali relative all’etichettatura per risolvere alcune criticità determinate dalla carenza di olio di semi di girasole a fronte della sospensione dell’esportazione di questo prodotto dall’Ucraina sono state dettate dal Ministero dello Sviluppo Economico con la circolare 0066415 dell’11 marzo 2022.

L’olio di semi di girasole è la base essenziale di numerosi prodotti alimentari italiani, come i biscotti, la maionese, le creme spalmabili, la pasta ripiena, i sughi, le fritture e il tonno. Come principale coltivatore di girasoli al mondo, l’Ucraina detiene il 60% della produzione e il 75% dell’export di olio di semi di girasole. Secondo Coldiretti, su 570 milioni di euro di prodotti agroalimentari che l’Italia ha importato dall’Ucraina nel 2021, l’olio di girasole costituisce la voce più importante, con ben 260 milioni di euro.

In base alle attuali stime, l’Italia esaurirà le scorte di olio di semi di girasole entro un mese e l’industria alimentare si troverà di conseguenza costretta a riformulare i propri prodotti, nonché aggiornare conformemente le etichette dei prodotti che riportano tra gli ingredienti “olio di girasole”.

In considerazione dei costi e delle stringenti tempistiche per provvedere alla stampa di nuove etichette, il MISE ha consentito alcune misure transitorie in vista del progressivo adeguamento delle etichette, tutelando la sicurezza alimentare e garantendo un’adeguata informazione al consumatore, senza tuttavia gravare eccessivamente sugli operatori del settore coinvolti.

In particolare, il Ministero ha consentito l’inserimento nell’etichettatura di una dicitura che indichi quali oli e/o grassi siano stati impiegati in sostituzione dell’olio di girasole. Al tempo stesso, in caso di sostituzione dell’olio di girasole, i claims che indicano la presenza o assenza di determinati oli vegetali o claims comparativi, dovranno essere opportunamente corretti. Le modifiche in questione potranno essere apportate attraverso un getto d’inchiostro o altri sistemi equivalenti, come sticker adesivi sostituitivi delle precedenti informazioni sull’etichetta del prodotto o altre analoghe modalità.

In aggiunta, vista la complessità del quadro attuale e del possibile perdurare delle difficoltà nell’approvvigionamento di oli e grassi vegetali, le nuove etichette potranno riportare transitoriamente nella lista degli ingredienti la dizione generica della categoria oli e grassi vegetali, seguita dalle origini vegetali potenzialmente presenti, in considerazione delle forniture disponibili: ad esempio, “oli e grassi vegetali (girasole, palma, mais, soia)”. Il MISE ribadisce inoltre che non dovranno mancare le indicazioni in etichetta circa l’eventuale presenza di allergeni.

Anche la distribuzione al dettaglio dovrà ricorrere a strumenti idonei per garantire la tempestiva e corretta informazione ai consumatori sulla possibile sostituzione dell’olio di girasole in alcuni prodotti alimentari. Dovranno infatti essere pubblicati appositi avvisi nei punti vendita, con apposita cartellonistica collocata, in modo evidente, in prossimità degli scaffali dei prodotti contenenti olio di girasole.

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