In arrivo la Direttiva Omnibus in Italia: cosa fare per conformarsi

La Direttiva Omnibus deve essere implementata in Italia entro il 28 maggio 2022 e introduce importanti obblighi per qualsiasi business che vende prodotti e servizi online a favore dei consumatori.

Il 7 maggio 2020 è entrata in vigore la direttiva (UE) 2019/2161, c.d. Direttiva Omnibus (la “Direttiva”), volta a migliorare e a rimodernare le norme dell’Unione relative alla protezione dei consumatori. La Direttiva interviene sulla direttiva 93/13 CEE sulle clausola abusive, sulla direttiva 98/6/CE sull’indicazione dei prezzi dei prodotti offerti ai consumatori, sulla direttiva 2005/29/CE sulle pratiche commerciali scorrette e sulla direttiva 2011/83/UE sui diritti dei consumatori, apportando diverse modifiche alle normative vigenti.

Quando

Gli Stati Membri hanno dovuto adottare misure nazionali di attuazione della Direttiva entro il 28 novembre 2021. Il termine per l’implementazione della Direttiva Omnibus, invece, scade il 28 maggio 2022, data in cui deve avvenire il recepimento.

A chi si applica

La Direttiva Omnibus si applica alle piattaforme che operano online in una relazione business-to-consumer (B2C), ovverosia alle piattaforme che offrono servizi digitali dietro corrispettivo sia in forma di denaro, nonché in forma di dati personali. Viene dunque estesa la definizione di “prezzo” che include anche il pagamento attraverso dati personali e tali utenti verranno considerati consumatori, ai quali si applicheranno tutti i relativi diritti.

Principali novità introdotte:

  • Maggiori obblighi di trasparenza per gli operatori online: qualora gli operatori online utilizzino strumenti di confronto delle offerte dovranno indicare chiaramente quali di queste contengono “posizioni a pagamento”, cioè quali di queste offerte si posizionano ai primi posti perché hanno pagato, oppure “inclusioni a pagamento”, ovverosia offerte che sono incluse nell’elenco dei risultati sempre dietro corrispettivo;
  • False recensioni: gli operatori online dovranno informare i consumatori se hanno adottato procedure a garanzia del fatto che le recensioni provengano da consumatori reali.
  • Personalizzazione dei prezzi: i consumatori dovranno essere informati qualora la piattaforma online utilizzi un processo decisionale automatizzato per personalizzare i prezzi basandosi sui profili degli acquirenti.
  • Acquisti tra privati: i consumatori devono essere informati qualora un prodotto/servizio sia fornito da un soggetto privato, e sul fatto che in tale caso non si applicheranno le normative UE sulla protezione dei consumatori.
  • Rimedi individuali per i consumatori: il consumatore ha una serie di rimedi a disposizione nel caso in cui subisca un danno per pratiche commerciali scorrette, come il risarcimento dei danni, la riduzione del prezzo del prodotto/servizio o la risoluzione del contratto.
  • Sanzioni: la Direttiva Omnibus introduce sanzioni che possono arrivare fino al 4% del fatturato annuo della società nello Stato membro (o negli Stati Membri interessati) in cui si è verificata la violazione, o di 2 milioni di euro nei casi in cui non siano disponibili informazioni sul fatturato. Per il calcolo della sanzione, vengono previsti criteri di natura simile a quelli previsti dal GDPR. Inoltre, gli Stati Membri possono prevedere e introdurre sanzioni più elevate rispetto a quelle indicate nella Direttiva.

Italia: al momento in Italia il disegno di legge che prevede la delega al governo per il recepimento della Direttiva è in corso di esame in commissione. Tuttavia si prevede una implementazione della Direttiva a breve termine (la deadline per l’implementazione è il 28 maggio 2022) e che questa potrebbe essere di tipo self-executing.

Cosa fare per conformarsi

Gli operatori dovranno innanzitutto domandarsi se i requisiti di trasparenza richiesti dalla Direttiva sono rispettati dalle proprie piattaforme. L’implementazione della Direttiva in Italia implicherà un consequenziale adeguamento dei documenti contrattuali da parte di tutti gli operatori online, compresi innanzitutto i Termini e Condizioni che dovranno essere rivisti alla luce di quanto sopra.

Su di un simile argomento, può essere di interesse l’articolo “Le modifiche del Codice del Consumo richiedono urgenti azioni correttive per le aziende